Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la legge sulle norme di finanziamento della futura Città della Salute e della Scienza di Novara. Hanno votato a favore in modo bipartisan la maggioranza di centrodestra e la minoranza di centrosinistra. Contrari invece gli esponenti del Movimento 5 Stelle, che ripudiano la scelta del parternariato fra pubblico e privato individuato dalla Regione per finanziare il nuovo ospedale.

«Abbiamo agito con prudenza – ha spiegato prima del voto l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi – e siamo riusciti a risparmiare 100 milioni rispetto al progetto iniziale. È vero, il partenariato costa più di altri strumenti. Ma non abbiamo risorse per autofinanziarci, e a causa di errori commessi nel passato non abbiamo più capacità di indebitarci, anche se un mutuo sarebbe più conveniente. Il partenariato pubblico-privato è l’unico strumento possibile per finanziare l’opera».

Durante la discussione c’è stata una contestazione da parte degli esponenti pentastellati. Una valigetta contenente 500 mila euro in fac simile, è stata mostrata dal consigliere grillino Sean Sacco per ribadire la contrarietà al parternariato pubblico-privato. «Evidentemente – ha commentato Sean Sacco Quando si tratta di sperperare i soldi dei cittadini, destra e sinistra vanno a braccetto d’amore e d’accordo. Abbiamo dimostrato, dati e numeri alla mano, che i cittadini piemontesi con il parternariato pubblico-privato spenderanno 200 milioni di euro in più rispetto alla proposta che prevede il ricorso ai fondi Inail – continua – è ormai chiaro a tutti che il ricorso al partenariato pubblico-privato non convenga in alcun modo alle casse regionali ed i vantaggi siano tutti per il privato” “Se la nuova Città della Salute di Novara è in ritardo non è certo a causa di chi si preoccupa di come vengono spesi i soldi dei cittadini. Ma di una vecchia politica, di destra e sinistra, che dal 2009 (anno del progetto) non è riuscita a combinare nulla di buono», conclude

Il consigliere, dopo aver lanciato alcune delle finte banconote è stato espulso dal presidente di Palazzo Lascaris, Stefano Allasia.