L’amministrazione Appendino aderisce al Torino Pride in programma il prossimo sabato, 15 giugno. Ma non solo: mentre in cambio di guardia con la vittoria del centrodestra in Regione Piemonte, guidata da Alberto Cirio, preoccupa l’organizzazione, la Città di Torino stipula un accordo per il futuro.

«È un grande orgoglio – dichiara l’assessore ai diritti, Marco Giustavedere il Pride attraversare le strade della nostra città. Quest’anno ricorrono i 50 anni della rivolta di Stonewall, momento in cui la lotta individuale diventa lotta collettiva, istanza di visibilità e riconoscimento. Quest’anno la riflessione si sposta sulle barriere, sui confini, sui limiti. Frontiera può essere quella tracciata su una mappa, un mare, un pregiudizio, una norma, un ruolo imposto. Superando i limiti il viaggio diventa uno spostamento di corpi negli spazi, nelle culture e nelle possibilità, corpi che transitando pongono interrogativi, sollevano questioni, rivelano spesso contraddizioni. Per questo – conclude l’assessore – credo sia sempre attuale il Pride con i suoi 50 anni di storia».

Ma la Città di Torino non si ferma all’adesione. Infatti c’è l’intenzione di stringere una convenzione con il Coordinamento Torino Pride GLBT. Una convenzione dalla durata di tre anni che sosterrà l’organizzazione e la realizzazione del Torino Pride, con un contributo di tremila euro all’anno. «Da diversi anni – spiegano da Palazzo- la Città di Torino, da diversi anni, promuove e sostiene iniziative atte a consentire il confronto intorno alle tematiche delle politiche di genere anche attraverso la valorizzazione di idee e progetti che possano coinvolgere la cittadinanza. Si intende così contribuire alla formazione di una coscienza collettiva sul contrasto alla discriminazione, sulla parità e il riconoscimento dei diritti civili. La Città ritiene strategica la collaborazione con l’Associazione “Coordinamento Torino Pride Glbt” in quanto espressione democratica della comunità Glbt che contribuisce a rendere la nostra città accogliente e capace di superare ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere».

«Non possiamo che accogliere favorevolmente il riconoscimento – commenta la coordinatrice del Torino Pride, Giziana Vetrano – Crediamo fortemente che la strada giusta da perseguire sia quella del dialogo e delle sinergie tra le varie realtà, istituzionali politiche o associative. Solo attraverso l’unione di intenti si possono ottenere quei diritti civili e sociali che rendono la società inclusiva e giusta nei confronti delle persone senza discriminazione alcuna».