Alberto Cirio saluta il primo anno, anzi i primi sei mesi, da governatore del Piemonte con un bilancio dal sapore agrodolce. Programmi futuri, primi obiettivi raggiunti, ma anche la vicenda che ha coinvolto l’ex assessore Rosso, in carcere con l’accusa di voto di scambio, che si è abbattuta sulla giunta alla vigilia delle festività e che Cirio non ha potuto ignorare.

E infatti anche nella conferenza stampa di fine anno Cirio torna sulla vicenda, senza mai citare Rosso ma annunciando che la Regione Piemonte adotterà un codice deontologico per garantire la trasparenza delle attività dei consiglieri, degli assessori e dei direttori. «Ci stiamo lavorando in questi giorni, anche alla luce degli episodi tristi che hanno caratterizzato la cronaca recente. Appena sarà pronto lo sottoporrò alla Commissione legalità e spero sia il primo atto concreto di una buona prassi».

Poi uno sguardo all’anno che verrà: «Affrontiamo il 2020 con grande passione e grande amore per il Piemonte, con la voglia di fare tante cose e di portare a termine quelle che abbiamo iniziato». Tra gli obiettivi principali che il governatore di Forza Italia si pone quello di completare il processo di semplificazione già cominciato: «Abbiamo tagliato trenta leggi e altre trenta sono in corso di semplificazione. Un altro tema importante erano i fondi europei: abbiamo attivato tutte le rimodulazioni, per non perdere neanche un euro, e iniziato la programmazione di quella che parte nel 2021».

E poi l’autonomia: «Abbiamo approvato il 19 dicembre la delibera con la richiesta di autonomia – prosegue Cirio – ed ora, recuperato il tempo perso in passato, siamo seduti al tavolo delle trattative col governo insieme con Lombardia, Veneto ed Emilia, a rivendicare un miglior utilizzo dei soldi dei piemontesi e quel residuo fiscale, i 10 miliardi di euro in più di quello che riceviamo dallo Stato, su cui basiamo molte delle nostre rivendicazioni».

Parlando di cifre invece il presidente della Regione ricorda i 180 milioni di euro messi a bilancio «per l’ambiente, l’impegno per la Tav, diventata un’opera irreversibile, l’esenzione totale del bollo per chi cambia la macchina passando da euro 0, 1, 2 a euro 6, perché per noi l’auto è un bene essenziale per la vita delle persone».

Tra le prime azioni del 2020 Cirio annuncia che dichiarerà lo «stato di crisi occupazionale del Piemonte, ed è per questo che ho chiesto un Consiglio regionale straordinario, che si riunirà il 7 gennaio. Non c’è solo l’emergenza alluvione. Questa è una alluvione occupazionale, perché perdere il lavoro vuol dire perdere la dignità. E noi non vogliamo lasciare indietro nessuno».

Ma non manca anche una provocazione che mira dritta al governo di Roma: «Il Piemonte è pronto a farsi da solo la Asti-Cuneo» afferma Cirio definendola «l’ultima ratio»: «Sento profondo il rispetto istituzionale del mio ruolo, tanto che ho creduto al premier Conte quando a giugno è venuto a dirci che i cantieri sarebbero partiti entro l’estate, ma i cantieri non sono partiti. E ho creduto al nuovo ministro delle Infrastrutture del governo giallorosso, che è venuto a dirci che ha le idee chiare su quale procedura adottare per realizzare l’opera, ma ad oggi non ho ancora capito quale sia. Il Piemonte ha dato tanto all’Italia e ora ha bisogno che le sue esigenze principali vengono rispettate».

E infine Cirio da anche una data per il cantiere del grattacielo della Regione che sarà finito entro il 2020 per completare il trasferimento degli uffici entro l’estate del 2021.