La querelle Olimpiadi 2026 entra in Sala Rossa e fa tremare la maggioranza. Questioni di numeri. Che cadono. Nella seduta di oggi, in cui veniva discussa la “mozione Carretta” sul ritorno a Torino dei Giochi invernali, pesanti le assenze tra i banchi del Movimento Cinque Stelle di Damiano Carretto, Daniela Albano, Marina Pollicino e Viviana Ferrero, i ribelli anti cerchi olimpici. Assenze che i consiglieri di minoranza, tra cui Deborah Montalbano passata settimana scorsa la gruppo misto, hanno deciso di rimarcare non rispondendo all’appello nominale e mandando sotto la maggioranza.
E così salta il numero legale. Per la prima volta. Un duro colpo per Chiara Appendino che non fa nulla per nasconderlo, quando Fabio Versaci presidente del consiglio scioglie la seduta. Infatti, la sindaca si è mostrata particolarmente contrariata in aula, lasciando intuire come la scelta dei suoi consiglieri non le sia proprio andata giù.

E quello che sta accadendo in queste ore in una maggioranza che un anno e mezzo fa sembrava invulnerabile è sotto gli occhi di tutti. Anche perchè questa volta la ribellione non è solo contro Appendino, ma anche nei confronti del “padre nobile” dei Cinque Stelle, Beppe Grillo che proprio sabato sera ha dato il suo si. Lo sa bene il segretario provinciale del Pd e consigliere comunale Mimmo Carretta che osserva come «La maggioranza ha sconfessato Beppe Grillo. Tutti ci chiedono di fare le Olimpiadi ma i consiglieri del Movimento Ciqnue Stelle tirano il freno a mano alla ambizioni della città».

Opinione condivisa dal capogruppo del Pd Stefano Lo Russo che lancia un appello ad Appendino: «Torni in aula e non si faccia condizionare dai suoi 4 consiglieri. Non possiamo non provare ad avere le olimpiadi e la città non può essere ostaggio di quattro consiglieri. Invece sembra che preferisca rincorrere la sua maggioranza piuttosto che fare l’interesse di Torino».

Mentre Maria Grazia Grippo che, oltre che consigliera comunale è anche vicecapogruppo di Città di Città in Città Metropolitana aspetta il consiglio metropolitano di mercoledì invitando i sindaci delle Valli olimpiche «ad essere presenti per aiutarci a stanare M5s e Appendino: se i segnali sono quelli che arrivano dalla Sala Rossa, dove nemmeno a telefonata di Grillo ha garantito le presenze, il rischio è che il percorso olimpico sia ancora più in salita».

Un’assunzione di responsabilità da parte del Movimento cinque stelle è invece quanto chiede il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca: «Finalmente i vertici nazionali hanno dato il via libera per la candidatura di Torino e ritengo folle che un manipolo di consiglieri che non si sa bene chi rappresentino possa interferire con questa scelta. Non abbiamo bisogno di un sindaco succube di una minoranza all’interno della sua maggioranza».

Per Osvaldo Napoli, capogruppo di Forza Italia «Dopo aver a lungo oscillato, lasciando spazio a tutte le posizioni, da quelle più ragionevoli a quelle più radicali e ideologizzate, ecco che al momento di assumere le decisioni importanti sulla presentazione della candidatura di Torino per le Olimpiadi invernali del 2026, il gruppo consigliare di M5s si è spaccato in modo fragoroso. Il rischio a tutti evidente è che l’indebolimento della giunta diventa un ostacolo insormontabile per sostenere la candidatura di Torino. Il silenzio del sindaco è comprensibile, ma non è giustificabile». Mentre per Roberto Rosso «I 5 Stelle non sono omogenei, lo si era capito da tempo. Non è bastato nemmeno l’intervento di Grillo perchè si mettessero d’accordo».

Intanto il consiglio comunale è stato aggiornato a domani sera alle 19, con un solo punto all’ordine del giorno. Non si parlerà di olimpiadi, ma del terreno di corso Brunelleschi su cui dovrà sorgere un supermercato. La maggioranza in questo caso dovrebbe essere presente senza divisioni.

(In aggiornamento)