I giornali di oggi, sabato 5 maggio, ci regalano l’ennesima chicca dell’inner circle plenipotenziario della sindaca Chiara Appendino. Apprendiamo infatti che il suo capo ufficio stampa, Luca Pasquaretta, avrebbe incassato 5.000 euro per una consulenza che avrebbe elargito “a supporto” del Presidente della Fondazione del Libro di Torino Massimo Bray nel 2017. Incarico che sulla base di quanto si apprende sarebbe stato svolto nei 14 giorni intercorrenti tra il 16 maggio e il 31 maggio 2017.

Luca Pasquaretta, come gli altri dipendenti pubblici del Comune, per svolgere attività privata è tenuto al rispetto dell’art. 53 della legge sul pubblico impiego, il decreto 165 del 2001 che disciplina i criteri per la legittimità delle attività private che possono essere svolte dai dipendenti pubblici. I criteri della legge, che poi il Comune di Torino ha recepito in apposite regolamentazioni, prevedono che per svolgere attività private, occorre quantomeno che:

  1.  non vi sia conflitto di interessi con l’attività svolta dal dipendente presso la pubblica amministrazione da cui prende regolare stipendio;
  2.  il dipendente pubblico debba svolgere l’attività fuori dal proprio orario di lavoro, che infatti è già retribuito dal Comune, magari prendendo ferie o permesso dimostrando così che non prende soldi privati mentre sta prendendo già il suo stipendio pubblico;
  3.  l’attività debba essere autorizzata dal suo superiore gerarchico.

L’edizione del Salone del Libro 2018, che inizierà tra poco, verrà gestita dal Circolo dei Lettori. La Fondazione del Libro infatti, dopo aver organizzato e gestito il Salone del Libro del 2017, quella in cui avrebbe preso la consulenza Pasquaretta, è fallita per ragioni economiche ed è stata messa in liquidazione dal Tribunale e oggi centinaia di piccoli e grandi fornitori stanno aspettando di veder liquidate le loro fatture per il lavoro svolto nel 2017. Tra questi non ci sarebbe Luca Pasquaretta che dichiara di essere tra i pochi fortunati che invece i soldi se li è presi, poco prima del crac e della messa in liquidazione della Fondazione.

Ora, al di là di eventuali risvolti di altra natura che non ci competono, ci chiediamo e chiederemo alla Sindaca Appendino già lunedì prossimo in Consiglio Comunale se:

  1. sapeva di questa consulenza del suo capo ufficio stampa e se ne sa di altre;
  2. in cosa è consistita questa “consulenza” e questo “supporto”;
  3. se Luca Pasquaretta era regolarmente in servizio presso il Comune nei giorni tra il 16 e il 31 maggio e quindi quando avrebbe svolto realmente l’attività di consulenza;
  4. in base a quale criterio lui è stato già pagato e gli altri centinaia di fornitori del Salone 2017 ancora no;
  5. chi ha autorizzato l’incarico presso il Comune, chi ha conferito l’incarico in Fondazione, che ricordiamo è una partecipata del Comune, e chi ha controllato;

Cinque domande, semplici semplici, di cui attendiamo risposta dalla sindaca.

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