Non male tra alleati di governo. Mentre in Sala Rossa, a quanto pare grazie ad un intervento preventivo e calmieratore di Matteo Salvini, si è viaggiato con il freno a mano tirato, a Palazzo Lascaris volano gli stracci tra Lega e Cinque Stelle.

Parole di un certo tenore che hanno visto come protagonista la capogruppo del Carroccio Gianna Gancia, che ha nessuna intenzione di indossare i panni dell’amicona con i grillini che siedono in aula in Regione Piemonte.

Durante il suo intervento, infatti, è stata continuamente disturbata dai brusii provenienti dai banchi dei consiglieri pentastellati. Al punto tale che Gancia si è rivolta direttamente a loro: «Mi preoccupo che paghiamo le tasse a cialtroni ignoranti che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro».

Davide Bono ha replicato urlando «non accetto più questi insulti» e ha lasciato l’aula.

«La scelta è tra realizzare la Tav o mantenere così come sono i collegamenti ferroviari con la Francia. Alternative, oggi, non ve ne sono. Non vi è sicuramente la possibilità di migliorare la ferrovia attuale e la ragione è molto semplice: il traforo utilizzato sarebbe sempre quello del Frejus, pendenze e percorsi non varierebbero, quindi non vedo come  si potrebbero ottenere risultati diversi da quelli odierni. Oltretutto, questi ipotetici lavori di potenziamento delle linee esistenti comporterebbero, ironia della sorte, la distruzione di gran parte del paesaggio circostante, molto più di quanto prevedano oggi i progetti dell’alta velocità», dice Gancia.

Quella tra Gancia e i grillini non è stata l’unica bagarre in consiglio regionale oggi. Animi roventi, che sono diventati incandescenti durante la discussione dopo le comunicazioni sul Tav di Sergio Chiamparino.

Il capogruppo del Pd Domenico Ravetti ha accusato la Lega di aver abbandonato il Piemonte, mentre il consigliere leghista Benito Sinatora ha replicato: “Non ci facciamo insultare siamo sempre stati a favore della Tav”.

Poi si sono scontrati il consigliere dei Dem Luca Cassiani che ha contestato l’intervento della pentastellata Francesca Frediani. Per Cassiani la collega avrebbe detto solo “cavolate” (la parola usata è stata più forte). Cassiani è stato poi espulso dall’aula per aver dato dei “pagliacci” ai consiglieri M5s.