Bentornata tra i comuni mortali. Nostra signora Appendino, meno down del solito, ha deciso di utilizzare le riflessioni messe in ordine durante la pausa estiva per virare verso il buon senso.
Così lei, portata in carrozzina dagli slogan del Movimento Sociale Cinque Stelle, ha annunciato urbi et orbi alla Stampa di Torino che l’era delle smargiassate da festival della comicità all’ingrasso è tramontata.
«Non si governa con gli slogan» ha dichiarato con sincerita direttamente proporzionale alla fermezza, rimuovendo all’istante quanta pena le avesse riservato il nobile slogan “onestà, onestà”, che l’aveva accompagnata da sindaca di Torino in pectore alla prima discesa dallo scalone di Palazzo civico. Nel giro di due anni i suoi Dioscuri, Capo di Gabinetto e Capo ufficio stampa, sono stati falciati dalla Procura per ragioni, invero, davvero poco nobili.
Dietro questa inversione di rotta di 180 gradi, viene però il sospetto che ci sia la manina dei cervellini (diminutio per fare rima, ovviamente) che governano i grillini.

Il comico nazionalpopolare, Casaleggio junior e Er Meio Di Maio sono, infatti, seriamente preoccupati dall’irresistibile ascesa del Federale Salvinmen, l’unico ministro dell’Interno della Repubblica italiana che con un non comune gesto di generosità ha deciso di ospitare i migranti nelle stanze del Viminale, visto che lui, preso da feste, festini e comizi, non le frequenta quasi mai. Unico ministro della Repubblica, inoltre, da far invidia all’indimenticabile Petrolini del Nerone in “bravo, bene, bis”, con le sue sparate quotidiane.

Da qui la decisione della Trimurti pentastellata, per evitare di sentirsi una copia dell’originale, di dare una pulita all’immagine del movimento, diventata sgradevolmente sempre più aggressiva dalla caduta del ponte Morandi. E chi meglio della specchiata madamina sabauda, che fa fine e non impegna, per riavvicinare i benpensanti e non solo loro?
Certo i torinesi sanno che è la stessa che ora chiede al ministro Toninelli credibilità sulla Tav, dopo aver contribuito a minarla con la sua indifferenza. Ed è sempre lei ora a chiedere chiarezza sulla candidatura di Torino alle Olimpiadi invernali 2026, dopo averla azzoppata con le sue ambiguità di fondo.

Ma tutto questo non deve stupire: per essere considerati specchiati non è necessario avere il coraggio di guardarsi allo specchio ogni mattina.

In fondo, è solo l’immagine quella che conta, non è vero?