Il già procuratore Gian Carlo Caselli, oggi presidente onorario dell’associazione Libera, commenta la cattura dell’ex terrorista Cesare Battisti.

A margine di un incontro sulle mafie, che si è svolto all’Università di Torino, Caselli evidenzia certi aspetti emersi dopo l’arresto del latitante: «Si trattadi un risultato importante delle misure messe in atto dalle nostre forze dell’ordine e dal governo, reso possibile da un cumulo di fattori tra cui la miopia di Lula, la volontà di Bolsonaro di marcare la sua differenza, l’intraprendenza di Morales, una latitanza troppo lunga, ed è normale che la politica si intesti questo successo, ma non bisogna esagerare».

«Ora è necessario – ha continuato Caselli – che in tutte le circostanze che si verranno a creare vengano rispettate le regole e i diritti di Battisti, anche relativamente alla sua reclusione in modo da mostrare a tutti il valore della democrazia, anche a lui che quella democrazia voleva affossare con il suo agire assassino».

«In giro per il mondo ci sono ancora molti altri latitanti sulla cui caccia non dovrà diminuire l’attenzione una volta che la vicenda Battisti non sarà più sulle prime pagine», ha aggiunto.

«Ci vuole un piano strategico, che va aggiornato periodicamente mirato ad una giustizia “giusta” che non fa sconti a nessuno, in tutte le situazioni, come nel caso Regeni e nei tanti episodi di violenza negli stadi e di razzismo ai quali assistiamo sempre più spesso», ha concluso Gian Carlo Caselli.