Come diceva il presidente della Lazio Lotito? “Pagare moneta, vedere Cammello”. Ecco: per gli occupanti della Cavallerizza di Torino è la stessa cosa. Prima venga votata la delibera sui Beni Comuni e poi si firmano gli accordi. Dopo l’incontro in Prefettura l’assemblea Cavallerizza 14:45 evidenzia che «pur dimostrando la buona volontà che abbiamo nel dialogare col Comune e con tutte le realtà cittadine che vorranno proporre attività e progetti per la Cavallerizza, ci opponiamo a firmare qualsiasi accordo se prima non si procederà con la delibera relativa al nuovo Regolamento sui Beni Comuni e non verranno esplicitati i tempi di messa in sicurezza degli spazi, per ora lasciati ad un’ambigua indefinitezza».

«La proposta del Comune non è completa e non presenta garanzie sul futuro della Cavallerizza – continuano gli occupanti  – C’è una mancanza di visione da parte della maggioranza dell’amministrazione comunale e invochiamo che il futuro di Cavallerizza non sia deciso a tavolino da un manipolo di speculatori, ma che il dialogo passi a più alto livello, con apertura di Bando Pubblico Internazionale per definire un progetto condiviso, unitario, all’avanguardia, sostenibile, che promuova l’autogoverno, l’arte dal basso, l’innovazione, la cultura e la sostenibilità generale».

«Manca ancora un’idea lungimirante e innovativa di progetto unitario, quella per cui tanto ci siamo battuti in questi 5 anni».

Intanto la consigliera comunale del Partito Democratico, Chiara Foglietta ha preannunciato che chiedere delle comunicazioni in Sala Rossa per sapere chi e a che titolo ha partecipato al tavolo con il prefetto. Infatti davanti alla sindaca si sono presentati in Prefettura l’ex vicesindaco Guido Montanari insieme a Ugo Mattei, e i due consiglieri pentastellati Damiano Carretto e Viviana Ferrero.

Ecco il comunicato integrale pubblicato alle ore 16 sul profilo di Assemblea Cavallerizza 14:45 :

“Dopo aver ricevuto la proposta del comune abbiamo potuto constatare quanto la suddetta non sia completa e non presenti garanzie sul futuro della Cavallerizza. 

La maggior parte dell’immobile, di proprietà della Società di Cartolarizzazione della Città di Torino ( C.C.T.), non è nemmeno considerata dal comune che sembra intenzionato a spezzettare e svendere al miglior offerente.

Manca ancora un’idea lungimirante ed innovativa di progetto unitario, quella per cui tanto tanto ci siamo battuti in questi 5 anni. Inoltre la proposta è stata scritta in fretta e furia, senza scadenze precise, che abbiamo invitato l’amministrazione ad esplicitare.

Addirittura il maneggio Alfieriano è stato rimosso dalla trattativa.



Pur dimostrando la buona volontà che abbiamo nel dialogare col comune e con tutte le realtà cittadine che vorranno proporre attività e progetti per la Cavallerizza, ci opponiamo a firmare qualsiasi accordo se prima non si procederà con la delibera relativa al nuovo Regolamento sui Beni Comuni e non verranno esplicitati i tempi di messa in sicurezza degli spazi, per ora lasciati ad una ambigua indefinitezza.

Siamo sgomenti di fronte a una tale mancanza di visione da parte della maggioranza dell’amministrazione comunale ed invochiamo che il futuro di Cavallerizza non sia deciso a tavolino da un manipolo di speculatori, ma che il dialogo passi a più alto livello, con apertura di Bando Pubblico Internazionale per definire un progetto condiviso, unitario, all’avanguardia, sostenibile, che promuova l’autogoverno, l’arte dal basso, l’innovazione, la cultura e la sostenibilità generale.

Assemblea Cavallerizza non è una occupazione, ma una metodologia sperimentale di gestione di un Bene Comune.



All’incontro di oggi in Prefettura una nostra delegazione (composta anche da membri della stessa maggioranza di giunta, giuristi, artisti ed altri membri della società civile) ha manifestato la disponibilità a costituire una entità giuridica (come un comitato di scopo) per proseguire il dialogo con tutte le parti in causa.

Con sommo disappunto però, non abbiamo potuto fare a meno di constatare come questa proposta manchi di rispetto alle norme democratiche, essendo un imposizione politica della prefettura al preposto organo decisionale, ossia il Consiglio Comunale, e a questo processo, lungo 5 anni, che ci ha visto impegnati nella rivendicazione di uno spazio realmente partecipativo e fruibile, dove finalmente i cittadini potessero esprimersi e progettare comunitariamente.

Abbiamo inoltre richiesto la possibilità di avere, per il tempo di “messa in sicurezza” dei locali indicati, l’utilizzo della parte del complesso della Cavallerizza di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti (C.D.P), ove quest’anno si è svolta Paratissima, per permettere lo svolgimento dell’ASSEMBLEA 14:45 due volte a settimana.
 La Sindaca Chiara Appendino si è detta disponibile per portare la nostra richiesta a CDP, quindi attendiamo risposta.

Ora però, ci rivolgiamo alla cittadinanza tutta perché adesso più che mai la Cavallerizza ha bisogno di noi! 


È convocata per Domenica 10 Novembre alle ore 16:00 alla X nel cortile della Cavallerizza Irreale una grande assemblea pubblica sul FUTURO DELLA CAVALLERIZZA in cui saranno invitati nomi illustri del panorama Italiano ed Internazionale”.