Potrebbe essere posticipato il termine, inizialmente previsto per il 12 novembre, entro cui gli occupanti devono lasciare la Cavallerizza Reale.

A renderlo noto, l’assessore all’Urbanistica Antonino Iaria, a seguito delle richieste di comunicazioni in Consiglio comunale di Torino: «Finalmente c’è un progetto artistico-culturale realizzabile ed è importante mettere nero su bianco nel verbale già pubblicato da diverse testate e discusso in vari contesti: il presupposto è che tutte le parti coinvolte devono agire osservando le norme di legge tramite rapporti condivise e dare garanzie riguardo sicurezza e incolumità. Vi sono impegni formali da parte nostra e da parte delegazione della Cavallerizza».

Impegni che, a dire di Iaria, verranno messi nero su bianco «Il complesso immobiliare ora necessita di interventi di messa in sicurezza: favorire un parziale utilizzo pubblico, con gestione ricondotta a Regolamento dei Beni Comuni, a cui riportare tutti gli utilizzi degli spazi della Cavallerizza. Per fare questo – prosegue – bisognerà approvare il regolamento».

«Sono state attivate iniziative anche con il Ministero competente per reperire le risorse per il restauro e la messa in sicurezza. Il complesso deve essere libero da persone e cose» spiega l’assessore.

Le comunicazioni all’Aula arrivano a meno di un’ora dall’incontro in Prefettura per la firma del verbale d’intesa sul futuro del patrimonio Unesco andato a fuoco nelle scorse settimane. Quanto alla presenza alla riunione del tavolo, la scorsa settimana, dei consiglieri M5S Viviana Ferrero e Damiano Carretto, la prima cittadina, Chiara Appendino, ha ribadito di «non ritenere opportuna la loro partecipazione».

In risposta, il capogruppo della Lega, Fabrizio Ricca: «Ormai siamo alle comiche, anzi, alla tragedia. La Appendino in Consiglio Comunale prende le distanze dai suoi consiglieri di maggioranza che si sono seduti insieme agli occupanti della Cavallerizza al tavolo della Prefettura».

«Per farla breve – prosegue Ricca – i centri sociali hanno vinto, sono loro a comandare il centro di Torino. Se Appendino non ha una maggioranza, deve andare a casa. Concedere altro tempo agli occupanti vuole dire piegarsi alla volontà di un gruppo di persone che hanno gestito, male, con piglio privatistico una struttura di tutti i torinesi».

Ancora Appendino: «Abbiamo fatto un percorso non facile e non scontato, le mediazioni richiedono che ciascuno faccia un passo avanti e uno indietro e il mio auspicio, nell’interesse del percorso fatto, è che si possa arrivare ad un accordo». La sindaca ha voluto sottolineare che il verbale d’intesa fra città, prefettura e una delegazione di occupanti, è «frutto di un lavoro di mediazione che rivendico e che ha un interesse duplice, quello di mettere in sicurezza lo spazio e un intervento più ampio a medio lungo termine che permetta di restituire l’area alla cittadinanza». Appendino ha poi ricordato che il protocollo prevede, fra le altre cose, l’ampliamento della parte di proprietà pubblica del complesso.