«Il minimizzare i numeri – afferma Katia Porta, Presidentessa del “Comitato per la Garanzia del Trasporto Scolastico Disabili”, formatosi a fine novembre – non risolve il problema; i disservizi cambiano e colpiscono ogni giorno famiglie diverse. E se da Gennaio 370 famiglie avranno problemi – dal momento che Tundo non ha accettato ancora la proroga – come si aggiusterà?»

La linea dei genitori, colpiti dal disservizio causato dalla ditta Tundo in questi primi mesi di scuola, resta ancora molto dura nei confronti del Comune e della ditta stessa che, ad oggi non ha ancora pagato i suoi dipendenti.

In risposta il Comune – come emerso dal Consiglio di ieri pomeriggio – continua a mantenere una grande attenzione nei confronti del caso sia per quanto riguarda le famiglie sia per quanto riguarda i lavoratori.

Ieri pomeriggio l’Assessora Patti ha comunicato un aggiornamento della situazione, affermando che dodici linee sono state affidate ad un’altra ditta mentre sulle restanti trentacinque procede l’esercizio della Tundo.

Nonostante la ditta di trasporti, durante la recente riunione con la Banca Farma Factoring – alla quale Tundo ha ceduto il credito – aveva promesso di pagare gli stipendi arretrati, che risalgono a Luglio scorso, ad oggi i lavoratori non hanno ancora visto arrivare i pagamenti in busta paga.

La Città di Torino dunque si impegna ad applicare l’art. 30 e ha convocato per domani alle 16.30 in via Bazzi l’incontro con i sindacati degli autisti coinvolti dalla vicenda per la definizione del pagamento arretrato.

Inoltre l’Assessora Patti ha comunicato che il 20 Dicembre verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo bando con termini abbreviati di 15 o 20 giorni, lavorando comunque per ricercare una proroga nel servizio.

Molti sono stati gli interventi in aula – da Silvio Magliano al Chiara Foglietta ad Eleonora Artesio – ma è mancato ancora oggi l’intervento desiderato e ricercato dal comitato dei genitori, quello della Sindaca Chiara Appendino.

A questo proposito sono molte le mail che i genitori stanno continuando a mandare alla Sindaca, senza tuttavia aver ancora avuto una risposta ufficiale.

Di seguito riportiamo il testo dell’ultima lettera:

«Gentilissima Sindaca Chiara Appendino, Assessora Patti, Divisione Servizi Educativi,

Questa settimana oltre ai disservizi già citati nelle scorse settimane che continuano a perdurare, ci hanno contatto ancora altre famiglie e le situazioni sono inaccettabili. Inoltre, poiché è successo un gravissimo disservizio, i genitori del minore che lo ha subito hanno fatto un esposto ai carabinieri. Cosa altro deve succedere perché si faccia davvero qualcosa?

Venerdì 7 dicembre il sig. Tundo non ha pagato con un click i suoi dipendenti e non siamo stupiti. Da lunedì 10 dicembre i lavoratori si faranno avanti perché i loro stipendi arretrati siano pagati direttamente dal Comune. […]

Tante belle parole e i fatti poi sono inconcludenti. È una situazione vergognosa. Ci sentiamo tutti presi in giro! Come può il Comune permettere che i nostri figli siano nelle mani di persone così irresponsabili?

Siamo sempre più sfiduciati e preoccupati dei gravi rischi che i nostri figli corrono in seguito al servizio trasporto scolastico con Tundo.

Succede di tutto e nessuno vigila e tutela i diritti dei diretti interessati del servizio, i nostri figli!

Aprite gli occhi! È gravissimo che ciò stia capitando!

Chiediamo l’interessamento diretto della Sindaca di Torino al più presto. […]»

I genitori continuano a chiedere un intervento ufficiale della Sindaca e nel frattempo portano avanti la loro causa promuovendo lunedì prossimo l’incontro tra il loro avvocato e l’Avvocatura comunale.

Parallelamente ed unitamente al comitato dei genitori, i sindacati F.I.S.A.L e C.I.S.A.L continuano ad adoperarsi per i lavoratori che da mesi sono lasciati senza stipendio.

Nonostante tutte le promesse del Comune e tutto il lavoro degli uffici, i genitori e i lavoratori sono ancora molto sfiduciati e ad oggi non riescono ad essere sereni guardando il futuro.

La “battaglia” per i loro diritti si prospetta ancora lunga.