In occasione del dibattito di oggi svoltosi in Regione sul “caso Rosso”, a seguito dell’arresto dell’ormai ex assessore, richiesto dal presidente Cirio, il quale ha ripetuto che si tratta di una vicenda “abominevole” e “vomitevole”, che mina il concetto di rappresentanza ed ha affermato che “la mafia è il male assoluto”, sottolineando nuovamente che voleva una giunta di cambiamento, ma che Fratelli d’Italia, oltre a Chiorino, ha indicato Rosso.

Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi, ha aperto il suo intervento in aula: «Qualsiasi cosa accada, ormai questa legislatura è compromessa, macchiata, moralmente ed eticamente fallita. Non ci importa nemmeno esporre striscioni, come avrebbe fatto l’attuale maggioranza durante la scorsa legislatura. Una volta concluse le indagini noi ci costituiremo parte civile, spero che lo facciano tutti i colleghi che si sentono infangati da questa vicenda e spero che lo faccia il Presidente Cirio. Ma non basta».

«Le dimissioni di Rosso non sono sufficienti» ha replicato Grimaldi «Cirio ha parlato del «Suo meccanismo di ingresso” (riferendosi a Rosso ndr), eppure lo si può allontanare, buttare via le chiavi, dire che quei voti non si vogliono e non li si è mai chiesti, e io ne sono sicuro, tuttavia qualcuno lo ha fatto per tutta la maggioranza, era uno della squadra e Cirio l’ha promosso al suo fianco».

«Tutti i provvedimenti sono stati messi al vaglio?» ha domandato Grimaldi «La cassa per le cosche arrivava con le slot machine legali e sappiamo che prima della nostra legge c’era il far west. Non sto accusando la maggioranza di avere ricevuto pressioni indebite, ma cambiare la legge può davvero favorire la criminalità organizzata, questo è innegabile. Vogliamo che il provvedimento venga ritirato, altrimenti siamo pronti a bloccare tutta l’azione legislativa della maggioranza. E poi: si è riflettuto abbastanza sui soldi delle campagne elettorali? Tutta la vicenda è impregnata dalla marea di denaro a disposizione di boss e politici. Il Presidente dice che non abbiamo anticorpi: parli per sé! Non possiamo lasciare sola la Magistratura di fronte a questo nemico pubblico».

«Sfidiamo il Presidente Allasia e il Presidente Cirio a giocare nuova partita senza i voti delle mafie» ha concluso Grimaldi «Per non governare con quest’ombra. Se si è persone oneste i voti della ‘Ndrangheta non si chiedono, non si comprano e di certo non si contano. Soprattutto, se si ha a cuore la propria dignità e il proprio onore, i voti della ‘Ndrangheta non si restituiscono. Per cancellarli non esiste la prova di resistenza, come per le firme false. L’unico modo per non conteggiarli è annullare le elezioni e tornare al voto».