Il governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio ha riferito in consiglio regionale sulla vicenda che ha coinvolto l’ex assessore Roberto Rosso.

Parole dure quelle del governatore nei confronti dell’ex membro della sua giunta. “Il tipo di accusa che ha colpito Roberto Rosso – ha detto – è la peggiore, abominevole, vomitevole. Perché va a minare il rapporto che c’è tra elettore ed eletto. Io sono garantista e auguro a Rosso di poter dimostrare quanto prima propria estraneità. Ma di fronte ad accuse di questo tipo non si può stare zitti”.

Cirio non nasconde di essere stato male “nei giorni scorsi, perché se è vero che il fatto contestato riguarda il Rosso candidato, proprio quello è il primo momento della democrazia. Se le accuse saranno confermate il danno non sarà solo verso se stesso ma verso il concetto stesso di rappresentanza”.

Un discorso quello di Cirio in cui il presidente si interroga anche se “Consiglio e governo della Regione aveva o colpe?. Io non credo. La candidatura di Rosso ha seguito gli stessi canali di ciascuno di noi, con le stesse verifiche di ogni altro candidato. E se guardi il suo curriculum non vedi precedenti o chiacchiericci che avrebbero potuto far nascere sospetti. Tutto questo però ci dice che la mafia non solo esiste, ma ce l’abbiamo seduta di fianco. Non siamo immuni. Nonostante attenzioni, buona fede e volontà. E per questo ci serve l’aiuto di chi ha dedicato vita a lotta a criminalità organizzata”.

Nel discorso rivolto all’aula del consiglio Cirio dimostra anche la sua rabbia per quanto accaduto: “Qui è seduta gente per bene, per questo dobbiamo essere arrabbiati se pensiamo che un singolo possa infangare tutti.   Quando ho appreso la notizia di quanto accaduto a Rosso mi sono sentito tradito anche per l’impegno e la faccia che questo consiglio regionale ci mette. E perché da sempre ho cercato di dimostrare che la legalità e la lotta alla criminalità organizzata devono essere un impegno comune di tutti, al di là delle parti politiche”.

Infine il governatore ha spiegato anche perché Rosso è stato scelto come assessore della sua giunta: “Avevo fatto un identikit del mio assessore: la novità, l’essere giovani politicamente, avere novità da portare. Ma Fratelli d’Italia mi ha indicato Rosso per ragioni di rispetto di rappresentanza territoriale. Ho quindi deciso per Rosso un ruolo con competenze legislative e non di governo, per permettergli di mettere a punto le sue competenze decennali di governo”.

“Non ho mai avuto sospetti, – prosegue Cirio – se avessi sentito chiacchiere non avrei mai preso nemmeno un caffè con Rosso. Dobbiamo evitare che un caso singolo sia considerato qualcosa che mina la legittimità di istituzioni”.