Tra i Revisori dei Conti non era tutto rose e fiori. Anzi. Nei giorni “caldi”, mentre era in discussione il Bilancio di previsione del Comune di Torino il comportamento del presidente del Collegio, Herri Fenoglio, non sarebbe stato dentologicamente corretto.

L’accusa non arriva dalla maggioranza Appendino, che certamente con i Revisori non ha mai avuto feeling, ma dalle due colleghe di Fenoglio: Maria Maddalena De Finis e Nadia Rosso. Un comportamento che ha infastidito le due. Era il 3 maggio 2017, il giorno del voto del Bilancio.

Questo emerge dalle carte dei pm Enrica Gabetta e Marco Gianoglio, che hanno chiuso le indagini sul Caso Ream che probabilmente porterà al rinvio a giudizio per la sindaca Appendino, l’assessore Rolando, Paolo Giordana e Paolo Lubbia.

Tra i brogliacci delle intercettazioni e degli interrogatori c’è allegata la lettera che tre giorni il voto in Sala Rossa Maddalena De Finis e Nadia Rosso inviarono al presidente Herri Fenoglio.

Ecco il testo integrale della missiva:

“Caro Collega, desideriamo qui richiamare alla Tua attenzione il grave episodio, solo ultimo di tanti altri avvenuti in precedenza, nel corso del Consiglio Comunale del 3 maggio 2017 per la discussione al Bilancio di previsione 2017/2019, alla presenza del Collegio dei Revisori del quale Tu sei Presidente. Come ben sai durante tale Consiglio con Ns. sconcerto hai improvvisamente abbandonato la Sala del Consiglio Comunale, senza darci spiegazione alcuna nonostante il Ns. richiamo, con in mano il Ns. parere sul Bilancio di Previsione 2017/2019, già condiviso e sottoscritto da tutto il Collegio, per ricomparire solo circa 15 minuti più tardi, riconsegnando direttamente nelle mani del Segretario Comunale tale documento, sul quale avevi arbitrariamente apposto due correzioni che hai certamente discusso e concordato con il Segretario, il Capo Gabinetto ed altre persone con cui Ti eri appartato in riunione ma in assenza di qualsiasi condivisione con il resto del Collegio. Era la Signora Bertolino nel ricevere tale documento a notare l’apposizione della sola Tua sigla su tali correzioni e a richiedere anche a Noi la relativa sottoscrizione.

Come sai ci siamo inizialmente opposte ritenendo errata la correzione apposta sull’anno ma con evidenza la stanchezza dovuta alle tante ore passate in riunione, la tarda ora del momento (circa le 00,30) e soprattutto la violenza psicologica delle pressioni e delle urla inscenate dal Consiglio con il Tuo avvallo ci hanno purtroppo indotto in quell’attimo a ritenere che fossimo Noi a sbagliarci portandoci quindi a siglare il documento. Il mattino seguente le sottoscritte hanno realizzato la fondatezza delle osservazioni che in precedenza avevano mosso. Questo grave episodio è il triste coronamento di un percorso lavorativo nel quale le sottoscritte si sono trovate obbligate a lavorare quasi sempre da sole, senza alcun supporto da parte Tua ed anzi sovente dovendo poi a posteriori subire le Tue immotivate quanto singolari contestazionì sull’operato comune in precedenza condiviso. Si evidenzia da ultimo in tal senso il Tuo comportamento tenuto in occasione del confronto da Te avuto ieri con il Direttore Finanziario, alla quale hai avvallato, inopinatamente il fatto che la nostra e-mail fosse in larga parte incomprensibile, tutto ciò delegittima l’operato del Collegio.

È banale sottolineare che un Organo per legge composto da tre membri rimane professionalmente azzoppato se uno di questi – peraltro il Presidente – rimane costantemente assente ed estraneo ad ogni attività operativa e per di più in varie occasioni intervenendo a posteriori in modo del tutto illogico quanto inopportuno, screditando così l’intero lavoro svolto. Da ultimo vogliamo porre alla Tua attenzione che il Dott. Fausto Fracchia in questo conteso, ha manifestato la Sua intenzione di rinunciare all’incarico professionale di affiancamento da noi prospettato. Ti richiamiamo pertanto ai più elementari doveri deontologici professionali, considerando che il Tuo comportamento viola la logica della Collegialità. Tutto ciò con evidenza non permette il regolare funzionamento del Collegio dei Revisori e per questo motivo, qualora i comportamenti suindicati dovessero proseguire, sarà Ns. obbligo segnalare il tutto presso le Competenti Sedi”.