Il giorno dopo la chiusura delle indagini sul caso Ream, che potrebbe portare ad un rinvio a giudizio per la sindaca di Torino Chiara Appendino, l’assessore al Bilancio Sergio Rolando, l’ex capo di Gabinetto Paolo Giordana e il dirigente Paolo Lubbia con l’accusa di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio, la prima cittadina commenta.

Secondo la sindaca nella vicenda legata alla mancata restituzione dei cinque milioni di caparra per l’area ex Westinghouse, versata dalla società immobiliare della Fondazione Crt, ma non iscritto come debito al Bilancio 2016 (saranno poi restituiti alla Ream solo nel gennaio 2018), il suo comportamento è stato a fin di bene: per tutelare la Città.

Così respinge le accuse mosse dai pm Marco Gianoglio e Enrica Gabetta, che da un anno si stanno occupando dell’inchiesta, dopo l’esposto presento dal capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo e dal consigliere Alberto Morano.

«Ho massimo rispetto per il lavoro che sta facendo la magistratura – dice Appendino – chi assume ruoli di responsabilità ha dei rischi, sono convinta di aver tutelato un unico interesse che è quello della Città e dei cittadini che rappresento. Ci difenderemo nel processo. Continuerò a lavorare come devo fare».

La sindaca appare tranquilla, quando parla ai cronisti fuori dal Salone dell’Auto Parco Valentino.

«Si tratta – racconta Appendino – di una caparra che il Comune introitò nel dicembre 2012 che non venne restituita e che noi abbiamo restituito nel 2018 quindi è un fatto tecnico cioè di come è stato iscritto questo debito, non si tratta di qualcuno che ha speso o introitato soldi, ma semplicemente dell’iscrizione di questo debito».

E aggiunge: «I pm hanno fatto il loro mestiere, sono cambiati in parte i capi di imputazione, una parte riguarderebbe il fatto che io avrei favorito sostanzialmente il Comune di Torino come sindaca, quindi non si tratta di vantaggi miei personali ma aver difeso il Comune. Adesso, comunque, accederemo agli atti per capire quali sono gli atti del processi che non abbiamo ancora potuto vedere».

«Quando amministri degli enti come il Comune, come Gtt, come il Teatro Regio che sono in grandissime difficoltà economiche e in parte dissestati, ma è complicato amministrare. Noi abbiamo deciso di cercare risanare questi enti assumendoci anche delle responsabilità e quindi credo di aver tutelato in quella fase un unico interesse che è quello della Città» conclude Appendino.

Oggi gli avvocati della sindaca, Luigi Chiappero e Luigi Giuliano, potranno vedere le carte del procedimento che sono state depositate. E comprendere così cosa ha in mano l’accusa.