È in discussione in questi giorni in Commissione (lavoro, previdenza sociale), il Ddl  n.920 (concretezza).
Seppur condividendo l’esigenza di intervenire per una piena efficienza delle pubbliche amministrazioni, ritengo che non lo si possa fare con provvedimenti di stampo punitivo e repressivo che di certo non stimolano il lavoratore.

Non è con la videosorveglianza e il controllo biometrico che si stimolano i lavoratori a fare meglio.

L’ assenteismo è certamente una piaga che va combattuta ma non la si sconfigge confondendo la presenza fisica con la produttività.
Oltre a questo aspetto, che ho avuto modo di stigmatizzare in Commissione, vi è la questione relativa ai buoni pasto che sono stati acquistati dalle pubbliche amministrazioni e da numerosi esercenti, che rischiano ora di essere buttati al macero con tutto il danno economico che questo implica.

La società Qui!Group S.p.a., in virtù dell’aggiudicazione della gara con Consip, non è  più in grado di assolvere ai propri obblighi e di coprire, dal mese di aprile 2018, i buoni pasto acquistati da numerosi esercenti. Per scongiurare questo grave danno presenterò proposte emendative per chiedere che queste attività siano risarcite, inserendole a pieno titolo a far parte di in un fondo contenuto nel provvedimento, da cui però al momento sono escluse.

È assolutamente doveroso rimborsare queste attività che si sono fidate delle garanzie che avrebbe dovuto offrire Consip. Ora non si può certo pensare di cavarsela con un colpo di spugna, non si può fare che chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, e ci si scorda del passato.