Anche Valentina Sganga  questa mattina si è presentata in Procura per essere ascoltata come persona informata sui fatti riguardanti il “Pasquaretta Gate”. La capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio comunale di Torino, attraverso una nota, ha raccontato di aver accolto la richiesta del magistrato titolare del caso, Gianfranco Colace. L’interrogatorio è durato un’ora ed è stato secretato, come era già avvenuto per quello di Chiara Appendino e degli assessori Alberto Sacco e Sergio Rolando.
«Questa mattina sono stata sentita, in qualità di capogruppo M5S, in Procura in merito all’inchiesta sui presunti ricatti portati avanti da Luca Pasquaretta, l’ex portavoce della sindaca Chiara Appendino», spiega Sganga che aggiunge: «Come consigliera comunale e anche come attivista del Movimento 5 Stelle credo profondamente nell’operato della magistratura e ho dato tutta la mia disponibilità e collaborazione ai pm che stanno portando avanti l’indagine».

«I giudizi politici su Pasquaretta li abbiamo dati nelle sede deputate, cioè in Sala Rossa, quando abbiamo bollato come inopportuna la consulenza ottenuta dalla Fondazione per il Libro o quando, pochi giorni fa, abbiamo parlato di tradimento da parte di professionisti che si sono avvicinati ai 5 stelle.
Ci tengo comunque a sottolineare che, in ogni caso e per chiunque, vale il principio dell’innocenza fino a sentenza definitiva, perno della civiltà democratica da non relegare a mero esercizio dialettico».

«Il verbale della mia testimonianza è stato secretato e pertanto non posso in nessun modo rivelare i contenuti. Come ho detto in Consiglio Comunale il Movimento 5 stelle a Torino è sano e tale resta. Spero nessuno cerchi di dimostrare il contrario sfruttando un’inchiesta legittima, ma che non mira al Movimento», conclude Valentina Sganga.