Pur parte lesa nell’indagine le intercettazioni sui presunti ricatti dell’ex portavoce Luca Pasquaretta alla sindaca sono una nuova tegola politica per Chiara Appendino.
Infatti, come già annunciato dal capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo, verranno chieste comunicazione su quanto emerso dai fascicoli della Procura: «Noi siamo e restiamo assolutamente garantisti e sarà la magistratura, cui va la nostra massima fiducia, a verificare se siano stati commessi da tutti i soggetti coinvolti e citati negli articoli atti contrari al codice penale. Quello che però sta emergendo a mezzo stampa non può però essere politicamente ignorato», scrive Lo Russo.
In particolare l’esponente Dem osserva come dalle carte giudiziarie sarebbe emerso «un verminaio nauseante di comportamenti che sarebbero stati tenuti da collaboratori della sindaca Appendino fatto di piccolezze, straordinari, bollature, rimborsi di trasferte a carico del Comune in cui ci si smarrisce per la loro diffusione e pervasività e si resta senza parole. Piccoli e miserrimi interessi personali. E non può non correre il pensiero, leggendo questi articoli, all’erba mai tagliata, ai bus che vanno a fuoco, alle persone in coda alle 2 di notte all’Anagrafe, agli anziani in difficoltà e ai giovani senza lavoro. E non può non montare insieme al disgusto profondo anche la rabbia. Da cittadini che amano Torino prima ancora che da esponenti politici».
Come se non bastasse la consulenza al Salone del Libro, anch’essa al centro di un’inchiesta, Lo Russo fa notare che «la sindaca della Città si sarebbe attivata per ricollocare, dopo le sue dimissioni avvenute tra mille polemiche in Comune, Luca Pasquaretta e che sarebbe stata proprio la Sindaca a esplorare addirittura con gli Uffici Comunali la possibilità di una consulenza per Pasquaretta niente meno che in IREN, la più importante società partecipata dalla Città».
Da chiarire per il capogruppo Pd anche il ruolo dell’assessore Alberto Sacco: «vale la pena ricordare che è proprio lui che, orgogliosamente, porta Pasquaretta in Comune a fianco di Appendino nel 2016, quando, in molti se lo ricorderanno, al grido di “onestà onestà” i grillini vincono le elezioni ed è lui, a quanto si evince dalle notizie che leggiamo, che si attiva più di tutti e con il maggior impegno per ricollocare Pasquaretta costretto alle dimissioni per la vicenda della consulenza alla Fondazione per il Libro. Un impegno a quanto si apprende davvero costante che lo porterebbe ad attivarsi con il suo ruolo pubblico e le sue conoscenze in molti ambienti pubblici e privati, nazionali e locali».
«Adesso forse finalmente capiamo cosa ha fatto Sacco invece che occuparsi della Città – prosegue Lorusso – e dei suoi problemi tra un aperitivo e un vernissage elegante, dove non manca mai, e un viaggetto all’estero e l’altro a promuovere le eccellenze enogastronomiche di Torino. E capiamo meglio anche perché ci sono voluti 3 anni a scrivere un regolamento dei dehors, perché esiste un colossale problema di malamovida a Vanchiglia, perché il Balon è degenerato a quel punto ecc. ecc. Probabilmente il nostro caro Assessore era impegnato in altro, per il suo amico di vecchia data. Il Comune usato come una agenzia di ricollocamento lavorativo. Siamo senza parole».
Per questo Lo Russo annuncia che lunedì in Consiglio Comunale chiederà «alla sindaca di chiarire con una richiesta di comunicazioni almeno questi elementi che riguardano lei e il suo Assessore. Abbiamo bisogno di sapere di cosa si è occupato l’Assessore Sacco e se l’ha fatto su suo mandato. Si tratta di un amministratore della Città, che gestisce dossier e interessi pubblici molto delicati e non possiamo tollerare che ci sia anche solo il sospetto che abbia lavorato per fini di utilità del suo amico invece che per la Città. Libero di farlo, se ritiene, ma non sedendo in Giunta. Per fatti oggettivamente censurabili ma meno, molto meno rilevanti sotto il profilo della correttezza, Appendino ha giubilato gli Assessori Giannuzzi, Patti e il suo Vice Montanari. Per motivi che, in confronto a quello che emerge oggi intorno a Sacco, sembrano acqua fresca».
«Il Comune non è mai stato così in difficoltà. Ora basta. Appendino riparta da zero e almeno provi a fare pulizia intorno a sè» conclude Lorusso.