La sindaca di Torino, Chiara Appendino, dopo una settimana dalla chiusura delle indagini sulla presunta estorsione subita da parte del suo ex capo ufficio stampa Luca Pasquaretta, è intervenuta in Sala Rossa per riferire al consiglio comunale, viste le notizie rese pubbliche sugli organi d’informazione sulla vicenda.

«Io non sono ricattabile»  dice all’aula Appendino « le varie ipotesi per cui io lo ero sia politicamente o per il privato sono state smentite dall’inchiesta, visto che non ci sono riscontri».

Pasquaretta, ricorda Appendino, si è spesso lamentato con la sindaca di non guadagnare abbastanza, ma la prima cittadina ha sempre negato il permesso al giornalista lucano di ottenere delle consulenze nelle partecipate, ad esempio Iren. «Chi dice il contrario dice il falso».

Appendino inoltre sottolinea come con il Pasquaretta abbiamo interrotto ogni rapporto anche personale dopo che essere stato inquisito.

«Come sempre», ha dichiarato  Chiara Appendino «E peraltro come fatto anche su carte che non riguardavano la sottoscritta, avrei preferito non riferire su fatti oggetto di un’inchiesta in corso e, sulla quale, dovranno esprimersi le autorità competenti che ringrazio per il lavoro svolto e per le quali ho massimo rispetto».

«Alla luce però della richiesta di comunicazioni e di quanto scritto in questi giorni» presegue la sindaca «Mi sento in dovere di intervenire in questa aula e in questa fase per chiarire nuovamente alcuni aspetti che toccano la mia persona, sia sul fronte amministrativo, in qualità di sindaco, che su quello personale».

«Per mesi si è scritto e parlato di voci di corridoio e di Palazzo che hanno ipotizzato che ci fossero elementi amministrativi o personali per poter ricattare la mia persona. I famosi “ricatti indicibili”. Sono venuta in aula subito dopo l’interrogatorio a dire chiaramente che se fossi stata sotto ricatto non sarei stata nelle condizioni di esercitare il mio ruolo. Allora però c’era solo la mia parola a dirlo. Oggi, rese pubbliche le carte delle indagini, Confermo nuovamente, che​non c’è nessun motivo, né personale né lavorativo alla base di un presunto ricatto​, che non sono ricattabile e che non esistono segreti indicibili».

«Adesso che sono state rese pubbliche sui giornali le carte delle indagini dalle quali emerge, peraltro, che è stata setacciata, oltre alla mia vita pubblic, anche quella privata, coinvolgendo la sfera dei miei affetti famigliari ,cosa vi assicuro, non indolore e che non auguro a nessuno di vivere, si può finalmente affermare con certezza che non ero ricattabile, per alcun motivo».

«Dopo tuttoil clamore dei mesi scorsi» prosegue la prima cittadina «Generato appunto da questa ipotesi, mi sarei aspettata che venisse messa da parte. Invece no, si e preferito elevare il gossip di corridoio a notizia. E la notizia basata sul gossip, adesso, viene elevata a dibattito politico. Ma , come vedete, non ci sono problemi, con la massima tranquillità, non mi sottraggo nemmeno a questo genere di dibattito. A questo punto però, visto che me ne date l’occasione, ne approfitto per sottolineare alcuni aspetti che credo possano interessare tutti, specie a chi ha mostrato particolare attenzione e produttività su questo tema. Le ipotesi riguardanti i fatti piazza San Carlo. Uno dei motivi del presunto ricatto proviene da una intercettazione ambientale tra due dipendenti comunali. Bene, ​gli investigatori hanno messo nero su bianco che quell’ipotesi non ha trovato alcun riscontro nei materiali sequestrati al diretto interessato.​ Sottolineo: nessun elemento a supporto della tesi del segreto inconfessabile».

«Le indiscrezioni uscite sui giornali vanno collocate in maniera corretta nel tempo, altrimenti si rischia di fare confusione. Infatti ​rileggendo quanto riportato dai giornali, ovvero di ipotetiche consulenze tramite le partecipate IREN e AFC, mi preme sottolineare che se queste non sono mai state attuate è perché la sottoscritta ​è sempre stata contraria​, cosa che ho ribadito anche ai magistrati in sede di interrogatorio. Chi dispone del verbale, può facilmente verificare. Chi dice o scrive che io mi sarei attivata personalmente per procurare una consulenza a Pasquaretta in IREN o in AFC, dice il falso. Io quelle ipotesi le ho bloccate perchè contraria​. Questo vale per me e per la mia giunta. E anche riguardo questo aspetto, valuterò ogni strada affinché venga tutelata la verità dei fatti».

«Ora veniamo al periodo successivo la decisione di Pasquaretta di lasciare il proprio incarico in Comune» prosegue Appendino «​Dal momento in cui ha iniziato a maturare la decisione di lasciare l’incarico, si è discusso in ambito politico, di poter affidare a Pasquaretta un incarico in staff, e così venne fatto , per non disperdere le sue competenze ed esperienza acquisita. Vorrei sottolineare ancora una volta: l’unica collaborazione è stata affidata – e poi risolta – in ambito di collaborazione in staff politico. Non certo all’interno delle nostre partecipate. Ed è bene che si distinguano completamente i piani. Aggiungo che, non appena ho avuto notizia delle imputazioni a suo carico per le note ipotesi di reato che mi vedrebbero coinvolta, ho interrotto immediatamente tutti i rapporti. Tutto il resto sono gossip, voci di corridoio e conversazioni private riportate in forma parziale e fuori da ogni contesto che non intendo in alcun modo commentare».