Apprendiamo dagli organi di stampa degli sviluppi di un’indagine condotta dalla Procura di Torino che riguarda nuovamente l’ex portavoce della Sindaca Appendino Luca Pasquaretta che risulterebbe indagato oltre che per una turbativa d’asta in Basilicata e un traffico di influenze per aver favorito un imprenditore per una questione urbanistica a Torino anche, a quanto pare, per una estorsione commessa ai danni della sindaca Appendino.

Fummo noi a denunciare pubblicamente in Sala Rossa la vicenda della presunta consulenza fornita da Luca Pasquaretta al Presidente del Salone del Libro per l’edizione del Salone del Libro 2017 che gli fruttò 5.000 euro in 15 giorni. La consulenza la giudicavamo difficilmente giustificabile sia per un principio di opportunità politica ma anche soprattutto verificando le bollature del medesimo Pasquaretta in Comune che a nostro modo di vedere erano difficilmente conciliabili con una effettiva prestazione della consulenza esterna che, sebbene autorizzata, avrebbe comunque dovuto obbligatoriamente essere svolta fuori all’orario di lavoro di Pasquaretta in Comune.
Pasquaretta, a differenza delle centinaia di altri creditori del Salone del Libro che ancora oggi aspettano i loro soldi per il lavoro realmente svolto i suoi 5.000 euro li incassò tutti e nei tempi regolari.
Pare che dopo che denunciammo il caso in Consiglio Comunale li abbia restituiti alla Fondazione.

La Sindaca quando sollevammo il caso reagì molto stizzita, e comunque non rispose se non in modo estremamente generico alle richieste di chiarimenti piuttosto precise che le formulammo in Aula su chi aveva commissionato la consulenza, se lei ne fosse al corrente, su che ruolo aveva giocato in quella partita.
Per la vicenda della consulenza al Salone abbiamo appreso dagli organi di stampa che è stata poi anche avviata un’indagine a carico di Pasquaretta che ad oggi non risulterebbe ancora conclusa.

Qualche settimana dopo che noi sollevammo il caso in Consiglio Comunale Pasquaretta si dimetteva.

La questione sembrava finita.

Invece oggi, come dicevamo, apprendiamo a mezzo stampa che Pasquaretta, insieme alle altre cose, è coinvolto in una nuova inchiesta per estorsione ai danni della sindaca Chiara Appendino.

Tale inchiesta si apprende dai giornali che non sarebbe partita da una denuncia della nostra prima cittadina, ma dall’intercettazione del telefonino dell’ex portavoce. Pare che gli inquirenti abbiano scoperto che il giornalista cercava di ottenere colloqui di lavoro e appuntamenti con personalità influenti della politica e dell’imprenditoria per ottenere nuovi incarichi dopo che la Sindaca lo aveva convinto a dimettersi per lo scandalo della consulenza al Salone del Libro. Sempre a mezzo stampa apprendiamo che nelle minacce che Pasquaretta avrebbe rivolto, anche non direttamente, ad Appendino si fa riferimento all’attività politica e amministrativa della giunta del #M5S e al rischio che, facendo uscire determinate informazioni, la posizione dell’amministrazione e della sindaca su tutti sarebbe stata screditata. Soprattutto l’ex portavoce avrebbe minacciato di mettere in cattiva luce Appendino con la sua maggioranza, mettendo a rischio la tenuta della giunta.

Le cronache ci dicono che Pasquaretta, dopo la vicenda del suo allontanamento dal Comune, ha poi ottenuto un incarico come collaboratore del sottosegretario all’economia del M5S Laura #Castelli. La quale, per inciso, è appena stata rinviata a giudizio per aver diffamato l’ex Sindaco Piero Fassino nel corso della campagna elettorale del 2016.

Pasquaretta oggi ci ricorda che “siamo tutti innocenti fino a prova contraria”. Siamo pienamente d’accordo con lui.
Dichiara anche di non aver mai ricattato la Sindaca.
La Castelli invece annuncia di aver interrotto il rapporto di collaborazione a causa delle nuove notizie penali che riguardano Pasquaretta. Probabilmente ne sa più di noi.
Appendino invece, come tante altre volte, tace.

Bene, noi non conosciamo i contenuti delle informazioni che fanno riferimento all’attività politica e amministrativa della giunta del M5S che Pasquaretta avrebbe minacciato di rivelare, magari di nessuna rilevanza, tanto meno penale, ma l’idea o il sospetto che possa essere a conoscenza di qualcosa che può essere usata come arma di ricatto per la Sindaca della Città ci rende inquieti.

Riteniamo utile che la Città sappia se è vero che la Sindaca sia stata sottoposta a ricatto e se è vero che non è lei che l’ha denunciato alle autorità competenti.
Pertanto presenteremo una richiesta di comunicazioni urgenti per il Consiglio di lunedì.
Vorremmo infatti conoscere nel dettaglio se:
1) È vero che Appendino sia stata ricattata da Pasquaretta che avrebbe minacciato di rivelare questioni politiche e amministrative che l’avrebbero messa in difficoltà con la sua maggioranza o con altri esponenti del M5S.
2) A quali questioni politiche e amministrative della giunta M5S avrebbe fatto riferimento il presunto ricatto di Pasquaretta.
3) Se è stata lei a presentare una denuncia o se invece non l’ha fatto e se non l’ha fatto perché.
4) Se lei direttamente o qualcuno in nome e per conto suo hanno dovuto cedere alle richieste di Pasquaretta e perché.

Riterremo che, se non c’è nulla da nascondere, sia non solo opportuno ma doveroso che la Sindaca venga in Aula a chiarire queste questioni.

Stefano Lo Russo, Capogruppo PD Città di Torino
Mimmo Carretta, Segretario Metropolitano PD Torino