L’assessore comunale all’Istruzione Maria Grazia Pellerino rimanda al mittente le richieste di dimissioni arrivate in seguito allo scandalo mense. «Si è parlato di mosche nel cibo e guasti alle strutture – dice la Pellerino – ma a me non è arrivata notizia di niente del genere». Ci tiene quindi a fare chiarezza, come chiedevano anche il capogruppo del Partito Democratico Michele Paolino e quello di Sinistra Ecologia Libertà Michele Curto e dopo che il Cogen, il Coordinamento Genitori con presidente Carola Messina, e consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Vittorio Bertola e Chiara Appendino avevano rischiato di rischiato di far saltare la sua poltrona.
«All’inizio di maggio c’è stata un sopralluogo dei Nas che non ha evidenziato nessun problema – afferma la Pellerino – poi, il 14 dello stesso mese, è stata la volta degli addetti al laboratorio della Camera di Commercio, che è l’organo incaricato dal Comune di svolgere le verifiche necessarie. Il 20 giugno, poi, gli ispettori della Asl 5 hanno, in un controllo, hanno trovato qualche irregolarità negli attrezzature del centro cottura della Camst. Sottolineo, nelle attrezzature, come per esempio nei coperchi delle pentole, e non nelle strutture».

Ora, comunque, ulteriori risposte arriveranno venerdì 4 luglio, quando la Quinta Commissione effettuerà un sopralluogo nella sede della mensa. La Pellerino, intanto, sottolinea che già prima del che scoppiasse il caso mense «aveva stabilito l’introduzione di dodici regole tassative in materia di igiene e sicurezza nelle mense scolastiche».

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