Dopo l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Torino, la Camst, il centro di cottura di Moncalieri che riforniva le scuole del capoluogo piemontese e della provincia, chiuso dopo un blitz dell’Asl To 5 in seguito alle segnalazioni dei genitori di alcuni bambini, vittime di intossicazione alimentare, ha deciso di correre ai ripari rendendo noto come stiano studiando «un piano per elevare il monitoraggio delle temperature delle celle frigorifero che porterà in questo campo l’azienda agli standard più alti nel panorama della ristorazione italiana»
«Le nuove soluzioni tecnologiche – aggiunge la Camst – saranno al più presto adottate nelle cucine torinesi e, a seguire, su tutto il territorio nazionale».
Oggi la Commissione consiliare cultura del Comune ha visitato il centro cottura finito nel mirino di Raffaele Guariniello.
«I lavori – assicurano alla Camst – finiranno entro il 15 luglio in modo da essere pronti per il nuovo anno scolastico».
Guariniello aveva inviato degli ispettori che aveva rilevato irregolarità e carenze igienico-sanitarie e nel registro degli indagati aveva iscritto il titolare della Camst per commercio di sostanze alimentari dannose.

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