A pochi giorni dall’iniziativa del Partito Democratico in corso Dogliotti,  CasaPound Torino entra nella vicenda.

Alcune settimane fa era stata “trasformata” una scritta che recitava “Anti fascisti sempre”. La correzione in nero, fatta da mani anonime, aveva reso il graffito in “Fascisti sempre”.

Il segretario metropolitano del Partito Democratico, Mimmo Carretta, aveva denunciato quanto accaduto sui social e aveva chiesto l’intervento dell’amministrazione. Ma visto che nulla era stato fatto dalla sindaca Chiara Appendino, il servizio d’ordine del Pd aveva riscritto “anti” rivendicando l’azione antifascista.

Alcuni giorni fa nuovamente mani anonime avevano cancellato l’anti e la scritta è apparsa nuovamente come “fascisti sempre”.

Carretta ha quindi indetto una manifestazione, per domenica 3 giugno alle 10.30 nel sottopasso di corso Dogliotti, lato Molinette,”Non si cancella la storia”. Una mattinata con il Pd e i Giovani Democratici intorno al graffito. Probabilmente per riscrivere l’anti, in quest’occasione e pubblicamente.

Come detto ora sulla vicenda interviene CasaPound, con il suo segretario regionale Marco Racca (nella foto insieme al candidato premier di CPI Simone Di Stefano), che negli ultimi mesi con Mimmo Carretta si scambiano accese battute. Un botta e risposta, soprattutto dopo che l’esponente Dem è riuscito a far votare una mozione in cui il Comune di Torino dovrà introdurre dei suoi regolamenti per la concessione di sale e piazze una clausola con cui chi vuole usufruire di questi spazi afferma di condividere i valori antifascisti della Costituzione.

Spiega Racca: «I centri sociali, in concomitanza con il 25 aprile avevano fatto questa scritta gigantesca in corso Dogliotti, che è vicino alla nostra sede, praticamente a duecento metri dall’Asso di Bastoni».

«Qualcuno quindi cancella la scritta “anti” e rimane solo “fascisti” e così Carretta e il servizio d’ordine va a riscrivere, facendo anche un comunicato. Ecco. Quello che dico io è: “è reato scrivere sui muri? Sì e allora come fa Carretta a scrivere impunito sui muri dichiarandolo? In più fa la manifestazione per riscriverla», conclude Marco Racca.