«Mi piaceva l’idea di un noir che, partendo da un luogo a me caro, mi permettesse di affrontare alcuni temi attuali come, per esempio, l’odio in rete». Così Michele Paolino descrive in sintesi il perché del suo libro“La ballata di borgo San Paolo” che verrà presentato presso la sede del Partito Democratico di via Masserano 6 a Torino, un luogo a lui altrettanto caro, martedì 21 gennaio alle 18.30.

Con l’autore ne parleranno Paolo Furia, segretario PD Piemonte, Mimmo Carretta, segretario PD Torino e  Elena Ferro, segretaria generale SLC CGIL Torino e Piemonte.

Una suspense leggendo il libro che si costruisce sguardo dopo sguardo, e inchioda alla pagina. Un autentico noir d’ambiente, un’esperienza di lettura immersiva: vi sembrerà di aver sempre vissuto nel borgo in cui si muovono i protagonisti.

«Un libro ambientato a Borgo San Paolo perché è il mio quartiere e mi piaceva l’idea di raccontarne le persone, la storia, le trasformazioni sociali e urbanistiche», prosegue Michele Paolino, nato nel 1966 in Borgo San Paolo, storico quartiere operaio di Torino, da una famiglia di origine lucana.

Padre di tre figli, di cui una in affidamento, laureato in Scienze politiche, è stato per dieci anni presidente di Circoscrizione e per nove consigliere comunale della sua città. Giornalista pubblicista, si occupa di comunicazione e di social media. Appassionato di musica d’autore italiana, conduce da alcuni anni una trasmissione dedicata a questo genere musicale su una web radio.

“La ballata di Borgo San Paolo” è il suo primo romanzo dove Borgo San Paolo. Il quartiere è scosso da una sequenza ravvicinata di brutali omicidi. Nell’ex «borgo rosso» torinese, un tempo protagonista, come detto, del movimento operaio e della Resistenza, si diffonde il terrore: nelle strade c’è uno spietato serial killer che uccide le sue vittime e poi mozza loro le dita della mano.

L’ispettore Gennaro Caruso, del commissariato di zona, ha il suo bel da fare per risolvere il caso: non è facile capire qual è il legame (se c’è…) fra i quattro omicidi. Così scandaglia ogni angolo del borgo e ne osserva gli abitanti vecchi e nuovi, i luoghi d’incontro.

Ad aiutarlo la “banda dei quattro più uno”, Frankie, Sergio, Beppe, Enzo e Gino, un gruppo di vecchi amici di mezza età che ogni giorno si ritrova alle 18.15 in punto a due passi dal sagrato della chiesa di San Bernardino per commentare le vicende del borgo e, quindi, del loro mondo. Saranno proprio loro a mettere sulla pista giusta Caruso, costretto a indagare nelle pieghe più inconfessabili della Rete, fra gli hater che spargono odio e violenza verbale su Internet e i social media. La soluzione, amara, sarà insieme vicina e lontana, nello spazio e nel tempo…

«Mi ha sorpreso ed emozionato il gradimento di chi vive nel borgo e si è riconosciuto nella comunità che è borgo San Paolo e quello di chi non conosceva il quartiere e se ne è innamorato», conclude Paolino.

E a noi non resta che innamorarci di Borgo San Paolo e della Chiesa di San Bernardino, leggendo il libro “La ballata di Borgo San Paolo”, edizioni del Capricorno, 192 pagine, 12 euro.