Le dichiarazioni dei neo-ministri Salvini e Fontana sono da considerarsi oltraggiose e discriminatorie verso tutti noi della comunità LGBT. Ricordo al ministro Fontana che le famiglie Arcobaleno esistono, che hanno dei sentimenti, delle storie e che crescono con amore e dedizione i figli. Questi bambini però non hanno gli stessi diritti degli altri bambini italiani perchè nella legge Cirinnà esiste un vuoto normativo legato al riconoscimento del figlio del partner.

Tuttavia grazie ai governi a guida PD in tema di diritti si è fatto molto, addirittura mettendo la fiducia al provvedimento sulle unioni civili mentre Lega e M5s hanno tentato di ostacolare in tutti i modi l’iter parlamentare. Questo non potrà mai definirsi un governo “del cambiamento” perchè le dichiarazioni fatte in questi giorni ci riportano indietro nel tempo al “Medioevo” e non alla costruzione di un’Italia dei diritti, libera e inclusiva. La cosa che ancor di più mi amareggia è sapere che è iniziata una vera e propria campagna di odio nei confronti degli immigrati, degli omosessuali e delle altre minoranze senza una reale motivazione.

“La battaglia non si ferma”

Come omosessuale, attivista e appartenente al PD mi sento profondamente offeso da quello che è stato detto, ma tuttavia non smetteremo mai di lottare per i diritti e la libertà di tutti e tutte. Questo per quanto mi riguarda è l’inizio di una stagione dei non diritti, una stagione che ci deve vedere impegnati nella difesa di ciò che di buono e di bello abbiamo costruito in questi anni. Fa male sapere che chi giura sula Costituzione e dovrebbe difendere i diritti degli italiani sceglie di attaccare le minoranze ma soprattutto pensa di far tornare invisibili delle persone.

Sia chiaro che è ora di iniziare a parlare di matrimonio egualitario, adozioni in toto per le coppie omosessuali e per singoli, legge contro l’omo-trans-bi-fobia e di tutti quei diritti civili e sociali che un paese dell’Unione Europea deve avere. Un appello accorato lo faccio a tutti i parlamentari del Partito Democratico, piemontesi e non, affinchè difendano i diritti acquisiti e tutelino i cittadini che saranno lasciati in disparte da un governo di estrema destra.

Anche io accolgo favorevolmente l’appello lanciato dal Coordinamento Torino Pride alle istituzioni torinesi, ma sono altresì daccordo con l’assessora regionale Monica Cerutti nel dire che ci saremo sempre per la difesa dei diritti e la ringrazio per aver confermato che la Regione Piemonte sarà sempre in prima linea.

La battaglia non si ferma. Ci vediamo tutti il 16 giugno al Torino Pride ancora più determinati e ancora di più orgogliosi.