L’anno scolastico sta volgendo al termine, ma già si guarda a settembre con non poca preoccupazione. Infatti, tante sono le questioni sul tavolo dell’assessora all’Istruzione Federica Patti che non trovano per ora una soluzione e che potrebbero restare sospese per tutta la pausa estiva.

Ieri pomeriggio, in concomitanza di un consiglio comunale che non c’è stato per la protesta dei consiglieri Cinque Stelle contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sotto Palazzo Civico si sono dati appuntamento i lavoratori dei nidi e degli asili comunali. Dove la conta di chi va in pensione e di  chi dovrà sostituirlo non torna.
Sessanta maestre e cinque coordinatori pedagogici dopo l’estate non rientreranno più in classe, avendo raggiunto l’età pensionabile.

Ma visto che il rendiconto di gestione del Comune non è stato ancora approvato dal Consiglio comunale nulla si sa su chi sostituirà i posti lasciati vacanti. Così ieri educatori assieme agli impiegati degli uffici di via Buozzi, sede degli uffici dell’assessorato all’istruzione dove la conta è di un turn over di 40 lavoratori, sono stati ricevuti dal vicesindaco Guido Montanari per un incontro che però non ha risolto nulla e solo rinviato la questione al 6 giugno quando è già calendarizzato un incontro con la Patti. Ma se anche da lì si uscirà senza risposta gli asili annunciano lo sciopero.

A portare sostegno ai lavoratori in protesta il capogruppo dei Moderati Silvio Magliano che afferma: «La Sindaca, ancora una volta, ha evitato il confronto. È davvero incredibile come Appendino riesca, con scientifica precisione, a farsi trovare sempre altrove quando c’è il rischio che qualcuno chieda conto del suo operato. Anche oggi (ieri per chi legge, ndr) ai manifestanti che chiedevano un confronto ha mandato ha risposto “assente”, mandando avanti, quasi fossero scudi umani, i suoi Assessori. Se questa Amministrazione, a partire dalla Prima Cittadina, non ha il coraggio di metterci la faccia dopo aver creato disastri, non può più essere un problema dei torinesi». «In gioco ci sono le condizioni di lavoro del personale e la qualità dei Servizi dell’Infanzia, spesso citata come eccellenza: questa qualità deve essere mantenuta sugli stessi standard del passato» ha concluso Magliano.

E anche sul piano delle scuole dell’obbligo i problemi non sono da meno. A preoccupare è la questione mensa, già da anni al centro di tante polemiche. Infatti proprio nel consiglio comunale di ieri si attendeva l’intervento di sindaca e assessora che spiegassero l’andamento della procedura di affidamento del servizio di ristorazione scolastica, ma visto al scelta dei Cinque Stelle di non presentarsi in aula tutto è stato rinviato. E, come osserva il consigliere Pd Enzo Lavolta: «A 106 giorni dalla data di pubblicazione della procedura (era il 12 febbraio) non possiamo sapere cosa mangeranno i bambini nelle scuole il prossimo settembre. Una procedura rettificata, prorogata e confusa che ad oggi non può essere verificata perché i consiglieri disertano l’aula. Intanto i genitori, i bambini e le lavoratrici della ristorazione scolastica continuano ad attendere risposte».