Interpellanza generale in Consiglio Comunale per fare chiarezza sul caos che ha colpito le anagrafi cittadine con attese bibliche e code chilometriche per un rinnovo di una carta d’identità o per il rilascio di un documento.
L’assessora Paola Pisano, nella sua relazione qui riportata integralmente, è partita da lontano, addirittura dal 2016, per individuare cause e responsabilità dei disagi quotidiani dei torinesi che si recano agli sportelli civici, ed ha concluso evocando l’intelligenza artificiale e sottolineando il ritardo nazionale sulla digitalizzazione. Una risposta che ha scatenato ironie e attacchi da parte di tutte le opposizioni.

Ad aprire le ostilità dai banchi dell’opposizione ci ha pensato il capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo che ha ironizzato sul fatto che la ricostruzione riportata in aula dall’assessora sia servita per dare ancora una volta la colpa all’ex sindaco Piero Fassino. “Anziché dire cosa sia successo nelle scorse settimane, spiegarci perché i cittadini devono andare all’anagrafe con le tende da campeggio, Lei ci racconta che tutto inizia dal 2016. Solo per dire ancora una volta: è tutta colpa di Fassino” ha detto in tono divertito Lo Russo, dando anche alcune pacche al malcapitato parlamentare dem, suo vicino di banco. Entrando nel merito il capogruppo del Pd in Sala Rossa ha spiegato che “C’è un problema drammaticamente banale, vale a dire consegnare le carte d’identità ai cittadini. La carenza di organico esiste in tutti i settori del Comune e, quando c’è la volontà politica, le risorse umane si trovano, come avvenuto nel caso del potenziamento dei servizi di riscossione”.

Come a dire quando dovete riscuotere dai cittadini si trovano le risorse di personale, quando dovete dare un servizio non si riesce a reperire addetti disponibili e formati. “Noi crediamo fortemente nell’innovazione – ha concluso – ma occorre garantire i servizi essenziali, per questo ci attendiamo concretezza e risposte. Chiediamo che il cittadino non venga vessato con quattro ore di coda, che si riorganizzi meglio il servizio e che si smetta di attribuire il problema all’Amministrazione passata visto che questa Amministrazione governa ormai da anni la città”.

Dello stesso tenore il consigliere dei Moderati Silvio Magliano, che ha ricordato di aver già affrontato gli stessi temi, i disguidi dell’anagrafe, il 20/6/17 e il 20/9/17, un anno fa. “L’assessora immagina nonnine digitali. Lei non sembra avere idea di cosa significa dare un servizio ai comuni cittadini” ha detto Magliano che, poi, ha attaccato duramente l’Assessora Pisano rivolgendosi direttamente alla Appendino: “Sindaca, i tecnici vanno scelti perché prima hanno dimostrato qualcosa; l’assessora è inadeguata, salvo nello stringere rapporti con aziende varie, magari pensando al proprio dopo-mandato. Sindaca, prenda in considerazione alternative all’assessora Pisano, se invece è contenta di un’assessora che parla di futuro ignorando il presente continui così”.

Ha fatto ricorso all’ironia anche Eleonora Artesio, capogruppo della lista Torino in Comune – La Sinistra: “Ogni volta che sento parlare l’assessora vengo trascinata nel favoloso mondo di Amélie o del Mago di Oz e provo simpatia, per questo essere visionari, ma la visione va comunicata, scambiata e resa credibile con atti quotidiani concreti, per quanto lenti e faticosi”.
e la ex grillina, oggi consigliera di minoranza del gruppo Uscita di sicurezza, Deborah Montalbano ha invitato l’assessora Pisano a “chiudere il libro dei sogni e di darci qualche risposta! Come intende migliorare la tempistica del rilascio CIE? Come affronterà i carichi di lavoro delle pratiche online?” per poi annunciare “Abbiamo depositato un esposto alla procura per i disservizi alle anagrafi e chiediamo le sue dimissioni”.

Il segretario provinciale del Partito Democratico Mimmo Carretta ha fatto riferimento, nel suo intervento, all’ormai famoso video di Appendino in campagna elettorale. “Vivo in una città divisa in due: quella delle code davanti a anagrafe e GTT e quelle delle code sparite per chi vuole investire nelle nostre città”. Per l’esponente democratico Torino non ha più una visione: “Avrei voluto sentire un intervento dell’assessora in cui chiedeva scusa e si impegnava a ridurre le code entro due mesi. Abolirete la povertà, ma riuscirete ad abolire le code all’anagrafe?”.

Insomma, ironie, battute, attacchi che l’assessora Pisano e la sindaca Appendino hanno provato a smorzare nei loro interventi di replica ad una disccussione che la prima cittadina ha definito surreale.

Di reale, certamente, restano solo i disagi dei cittadini.