Dopo mesi di attesa e incertezza in questi giorni prenderà il via la discussione tra Caat e Comune di Torino per i rinnovi dei contratti ai grossisti. A garantirlo è l’assessore al Commercio Alberto Sacco che ha annunciato: “Domani abbiamo un incontro con i vertici per iniziare a discutere del rinnovo dei contratti e sentire quale proposte verranno fatte”.

Una notizia attesa da tempo visto che la disdetta dei contratti era già stata inviata ai quasi centro grossisti che compongono il Centro Agroalimentare di Torino lo scorso dicembre con validità a partire da novembre 2019. Dunque ci sono pochi mesi per arrivare a un accordo che garantisca il futuro del Caat. E se Sacco è positivo: “la situazione è complicata ma la risolveremo” non si può nascondere invece la preoccupazione per il contenzioso partito nel 2015 sulla tassa di smaltimento rifiuti. Un colosso di oltre 50 cause per cui si è tentata prima la mediazione poi saltata dopo il rinvio dell’assemblea soci dello scorso aprile. In attesa delle sentenze il costo delle sole spese legali è ormai arrivato a oltre 100 mila euro, più della quota che i grossisti dovrebbero pagare. “Per fortuna c’è un fondo di accantonamento per coprire le spese, mentre gli uffici stanno seguendo la situazione” rassicura Sacco contro cui incalzano le opposizioni. Le consigliere Pd Maria Grazia Grippo e Monica Canalis non hanno mancato di far notare come il rinvio di un’assemblea perché non adatta a decidere sulla risoluzione del contenzioso ha delle ricadute pesanti sia sulla Città (visto i costi selle cause) sia sul futuro del Caat. E mentre Grippo invita l’amministrazione a dire “quali rapporti intende disegnare con i grossisti in un’ottica di sviluppo e quali responsabilità vuole prendersi”, Canalis risponde ad Andrea Russi. Se il consigliere e presidente della commissione Commercio “la situazione del Caat ha radici molto indietro nel tempo come conseguenza delle Olimpiadi e del progetto Moo ed è bene mantenere un atteggiamento prudenziale sul futuro”, per l’esponente Dem “l’aver ereditato una situazione problematica dal passato non vuol dire non fare di tutto per risolverla nel presente”.