Al Bocuse d’Or Europe Off è il momento dei formaggi e di sua maestà il Castelmagno. Il premio di alta cucina Bocuse d’Or Europe, che da aprile sta animando la città con una serie interminabile di coinvolgenti eventi aperti a tutti che sposano cultura e gastronomia, dedica al formaggio, fattore principe della cucina e della tradizione piemontese, tre momenti del suo programma. Questo mentre è iniziato il conto alla rovescia per le attese finali eropee in programma l’11 e il 12 giugno.

Il percorso, sotto lo slogan “la cultura profuma di formaggio”, parte lunedì 28 maggio,ore 18, al Circolo dei lettori di Torino, con un incontro che, insieme ai giornalisti Clara e Gigi Padovani, vedrà presenti Evanzio Fiandino, presidente Assopiemonte Dop e Igp, Piero Sardo presidente della Fondazione Slow Food per la biodiversità Onlus, Marcello Trentini chef stellato del Ristorante Magorabin di Torino.

Come conoscere e abbinare birra e vini al formaggio? E’ uno dei temi che, a suon di degustazioni, animerà il workshop sui formaggi in programma martedì 29 maggio presso la Edit Kitchen di Via Cigna. Una location che ha stupito, oltre per la sua originalità stilistica, per la capacità di sposare nuove metodologie di vivere la gastronomia in modo innovativo attraverso coworking e collaborazioni. L’incontro, promosso da Edit e Accademia Bocuse d’Or Italia, sarà condotto dall’ affinatore Eros Butatti della Casera di Verbania e dal mastro birraio Marco Cerino, con tanto di analisi sensoriali. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione sul sito

A cavallo tra storia e gastronomia è l’originale terzo incontro dedicato al formaggio che sarà di scena a Borgaro sabato 9 giugno alle 18.30 a Palazzo Birago. L’incontro vedrà protagonisti gli esperti dell’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio) tra notizie e curiosità prese degli Archivi storici sul formaggio e i suoi svariati utilizzi nel corso dei secoli. Oltre a tante chicche storiche sono previsti assaggi e degustazioni.

In conclusione un cenno storico a questo principe dei formaggi nato sui monti della Val Grana nel cuneese con il nome occitano di lou Chastelmanh. Il cacio occitano era già ritenuto prezioso nel 1277, visto che al Comune di Castelmagno fu imposto di pagare le sue pendenze con il marchesato di Saluzzo con questo forme di formaggio invece che denaro.

Anche quasi 500 anni dopo fu oggetto di un decreto di re Vittorio Emanuele II per ordinarne una fornitura, mentre le leggende vedono il castelmagno anche ad Aquisgrana sulla tavola di Carlo Magno. E sì anche con i formaggi “la cultura è servita”.