Con il Bilancio di previsione alla mano, il Partito Comunista sostiene che a Torino l’amministrazione Appendino è pronta ad ulteriori tagli. Nei giorni scorsi, spiegano dal partito di Marco Rizzo«è uscita la prima bozza del Bilancio della Città di Torino e se il testo finale sarà come le anticipazioni i torinesi dovranno seriamente preoccuparsi».

«Intanto – aggiungono –  si certifica che, con le previsioni degli incassi degli ingressi nel centro città e dalle multe dei semafori attraverso il T-red, la ZTL a pagamento non sarà una misura per aiutare l’ambiente ma un semplice strumento per fare cassa. I più colpiti saranno i cittadini e i lavoratori che si devono spostare con il proprio mezzo e non hanno alternative». 

E ancora saranno i quartieri periferici a subire questo colpo di mannaia: «Asfaltature e manutenzione del verde in primis: queste due voci di bilancio continuano a vedere ridurre le risorse a disposizione. La Giunta Appendino, che ha vinto le elezioni puntando al rilancio delle periferie, mostra il suo lato reale, risparmiando sul decoro urbano, pilastro centrale per far sì che i quartieri periferici non diventino sempre più ghetti, con giungle urbane e strade colabrodo».
Non solo: «Cultura e sicurezza urbana sono le altre due voci che vedono pesanti tagli, ma in fondo anche qui nulla di nuovo sotto il sole per chi si è candidato proponendo di eliminare le code ai musei.
La previsione di riduzione dei dipendenti comunali dovuti ai pensionamenti fa aumentare il risparmio per le casse comunali, ma da peggiorare i servizi al cittadino, come dimostra il caso delle code alle anagrafi.
E infine i servizi educativi che da servizio pubblico sostenuto economicamente dalla collettività si trasformano in servizio individuale, sostenuto attraverso il pagamento della mensa e della retta, costruendo sempre di più una scuola primaria di classe».
«Per fare un Bilancio di questa portata – affermano dal Partito Comunista – non serviva una Giunta comunale, sempre meno in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini, a partire da quelli delle lavoratrici e dei lavoratori torinesi, ma interessata sempre più ad accreditarsi nei confronti dei poteri forti. Un bilancio di queste dimensioni potrebbe tranquillamente farlo un Commissario prefettizio. Non c’è un’idea di Città, di sviluppo, di rilancio, a partire dal lavoro».

«Se queste sono le premesse, il Partito Comunista sarà nei quartieri e nei mercati per spiegare ai cittadini torinesi l’ennesimo scippo nei loro confronti e per costruire l’alternativa alla giunta Cinque Stelle», concludono.