Un vecchio e cinico adagio della politica diceva che “un tavolo di lavoro e una mozione di accompagnamento non si negano a nessuno”. Adesso neanche più quello.
È successo infatti che nell’ultima seduta del consiglio Comunale è stata bocciata dalla maggioranza la mozione di accompagnamento presentata dal Partito Democratico, prima firmataria Elide Tisi, che chiedeva il ripristino degli stanziamenti comunali sul welfare ridotti tra il 2016 e il 2018 da 41.252.650 a 38.915.451.

Nella mozione si evidenziava come, se da un lato sono aumentati i fondi vincolati stanziati da Stato-Regione sulle Politiche Sociali, definiti per il 2018 in 62.000.000 oltre alle misure di contrasto alle povertà quali il REI che vengono erogate dall’INPS e per le quali il Comune fa istruttoria ma non si evidenziano nel bilancio, dall’altro sono scesi di circa 2 milioni tra il 2017 e il 2018 gli investimenti di risorse comunali sul welfare.
La mozione intendeva impegnare la giunta, anche con successive variazioni di bilancio, al ripristino dello stanziamento preesistente sia per garantire continuità ad attività in essere che per avviare nuove progettualità.
«Depauperare la spesa storica della città sul welfare infatti creerà problemi anche per gli anni futuri e soprattutto se a questo si associa pure l’alienazione dei patrimoni ex IPAB destinati ai cittadini più fragili» sostiene la consigliera comunale Elide Tisi, che per cinque anni è stata l’assessore alle politiche sociali della Città nella giunta Fassino.

E ancor una volta tornano alla mente i cartelli ostentati in campagna elettorale dall’allora candidata sindaca Chiara Appendino che vedeva una città divisa in due, con code davanti ai musei da una parte e code davanti alle mense dei poveri dall’altra: questa sessione di bilancio si conclude con un lungo dibattito sulla diminuzione dei turisti e neanche una mozione d’impegno per reintegrare i capitoli di spesa per sostenere le persone in difficoltà.