I carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia, questa mattina a Pinerolo, hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare interdittiva del gip, emessa dal Tribunale di Reggio Emilia il 6 dicembre scorso, che dispone il divieto temporaneo, per 6 mesi, di esercitare l’attività professionale di psicologo-psicoterapeuta nei confronti di soggetti minorenni, nei confronti di Claudio Foti, 68 anni, psicoterapeuta e direttore scientifico della onlus “Hansel e Gretel” coinvolta nell’inchiesta “Angeli e Demoni” sui presunti affidi illeciti.

Per il tribunale, Foti «ha alterato lo stato psicologico ed emotivo di una minore», «ingenerandole il convincimento di essere stata abusata sessualmente dal padre e dal socio».

Il provvedimento è stato preso in ordine – specifica il Tribunale – al seguente capo di imputazione: perché «Foti, in qualità di psicoterapeuta incaricato dalla Asl di tenere un corso di formazione avente ad oggetto sedute terapeutiche con una minore, successivamente ha protratto le sedute con la minore presso la struttura “la Cura”, in pendenza del giudizio civile incardinato presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna che aveva ad oggetto la idoneità genitoriale, con la contestuale prospettabilità di nomina di un consulente tecnico d’ufficio, in relazione alle valutazione delle capacità genitoriali e alle verifiche di rito sulla minore circa la volontà di riallacciare il rapporto paterno».

Foti avrebbe «al fine di trarre in inganno il consulente e l’autorità giudiziaria, alterato lo stato psicologico ed emotivo della minore, sui fatti oggetto del procedimento, sottoponendola a sedute serrate, attraverso modalità suggestive e suggerenti, con la voluta formulazione di domande sul tema dell’abuso sessuale ed ingenerando, in tal modo, in capo alla minore il convincimento di essere stata abusata sessualmente dal padre e dal socio».

«In tal modo – spiega il Tribunale – ha radicato nella minore un netto rifiuto nell’incontrare il padre, il quale veniva dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale, con provvedimento emesso dal Tribunale per i Minorenni di Bologna in data 12 ottobre 2017».

L’imputazione e la correlata gravità indiziaria sono state formulate sulla scorta delle attività investigative proseguite successivamente all’esecuzione dell’ordinanza cautelare del 27 giugno scorso. Questo – spiegano dal Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia -, pur «assicurando di tenere nella doverosa considerazione, i rilievi posti dal Tribunale del Riesame di Bologna che, con la relativa ordinanza del 118 luglio, in sede di appello proposto da Foti, aveva annullato l’ordinanza genetica con riguardo al capo di cui al reato di frode processuale ai danni della minore, per difetto dell’elemento soggettivo richiesto dalla norma, nonché alla luce della ravvisata mancata sovrapponibilità temporale tra le sedute psicoterapeutiche e le terapie dell’indagato»

«Nel contesto delle attività investigative che hanno portato all’emissione dell’ordinanza cautelare oggi eseguita – si spiega -, si è compresa la mirata e dettagliata analisi del consulente tecnico del pubblico ministero rispetto al materiale video prodotto dalla difesa di Foti, a sostegno della relativa istanza di riesame risultata, in maniera oggettivamente antitetica a quanto prospettato dalla predetta difesa, un chiaro ed inequivocabile sostrato probatorio a sostegno invece delle ipotesi accusatorie».