Continuano a rispondersi per le rime la procura di Torino e quella francese di Albertville sul caso dei doganieri francesi che lo scorso marzo si erano spinti in territorio italiano, a Bardonecchia, facendo irruzione nella sede dell’associazione Rainbow4Africa per un controllo antidroga.

Una vicenda su cui il procuratore generale di Torino Armando Spataro vuole vederci chiaro tanto che già ad aprile era stato emesso un Ordine di Investigazione Europeo, ripetuto poi nelle scorse settimane, per conoscere i nomi dei cinque agenti francesi che hanno varcato la dogana.

Eppure da parte dei suoi colleghi francesi di Albertville Spataro non ha trovato nessuna collaborazione, ma anzi la difesa dell’operato dei gendarmi che avrebbero agito nel rispetto degli accordi siglati tra Italia e Francia per cui avrebbero potuto eseguire controlli antidroga nella stazione di Bardonecchia, da dove passano i treni diretti a Modane.

Opinione non condivisa da Spataro che aggiunge come proprio stando alle leggi internazionali “i funzionari in missione per determinate condotte nel territorio di un altro stato membro sono equiparati ai funzionari di quest’ultimo per quanto riguarda eventuali violazioni da essi subite o commesse”. Ragione per cui la procura di Torino vuole i nominati verso cui procedere per i reati di violazione di domicilio e perquisizione illegale.

E non si arrende: Spataro ha deciso infatti di scrivere al Ministero della Giustizia, all’Ufficio di cooperazione giudiziaria internazionale per esporre la vicenda e chiedere un intervento.