Non mettiamo in dubbio la buona fede dell’agenda della sindaca Chiara Appendino, ma viene spontaneo pensare che il viaggio di domani a San Pietroburgo eviterà alla prima cittadina ulteriori attriti con i consiglieri Cinque Stelle che non vogliono proprio sentire parlare di Olimpiadi.

Infatti domani a Torino arriverà Giovanni Malagò, presidente del CONI. Alle 15.30 parteciperà al Cottolengo alla consegna di un campo di gioco in sintetico rifatto a nuovo, all’Opera Pia Barolo, per l’associazione sportiva Giuco ’97, società nelle cui squadre giocano ragazzi con disabilità.

Alla consegna del campo, donato dal Comitato olimpico nazionale, doveva partecipare anche Appendino. Ma all’ultimo c’è stato un cambio di programma: la sindaca non potrà esserci per “impegni contingibili e urgenti”. Al suo posto andrà l’assessore allo Sport Roberto Finardi.

L’impegno urgente riguarda un viaggio. Già, domani Appendino, insieme all’assessore Alberto Sacco e, quanto pare, al capoufficio stampa Luca Pasquaretta, partirà. Destinazione San Pietroburgo.

Missione in Russia, dunque, che la costringe anche ad anticipare alle 9.30, anziché alle 11, come era invece previsto, la conferenza stampa a Palazzo Civico per la presentazione della “Cittadella dello Sport”, che prevede la riqualificazione e la riapertura del complesso polisportivo di via degli Ulivi, in Falchera.

“A governo fatto Appendino riparlerà di Olimpiadi a Torino”

Dunque non incontrerà Giovanni Malagò, che non avrebbe preso la notizia benissimo. Infatti, la consegna del campo da gioco al Giuco’97 era anche l’occasione per tornare a parlare della candidatura torinese per le Olimpiadi invernali 2026. Anche perché su questo tema Appendino sta molto attenta affinché nulla trapeli.

Ad esempio sullo statuto per la costituzione dell’associazione” Olimpiadi Torino 2026″ tutto tace. Le ultime di alcune settimane parlavano di animate discussioni intorno alle varie versioni presentate ai consiglieri della maggioranza. Ma la versione definitiva c’è. E, salvo “gole profonde” e fughe di notizie, verrà presentata dalla stessa sindaca alla Giunta al momento opportuno.

L’impressione è che la sindaca stia aspettando che a Roma si formi ufficialmente il governo M5s-Lega, per poi tornare sull’argomento. Non le si può dare torto, in effetti, anche perché senza un governo è difficile che qualcuno prenda sul serio qualsiasi candidatura che arrivi dall’Italia. Però sul contratto del governo del cambiamento nessuna riga è dedicata alla manifestazione.

Insomma, come detto, questo suo ritorno nell’ex Unione Sovietica (Appendino è già stata a San Pietroburgo a caccia di potenziali investitori per Torino) le servirà per evitare Malagò e magari le domande dei giornalisti sulla vicenda.