Sara Collicelli

Collaboratore

Secondo una App del mio iPhone ho passato 12 mesi, 11 giorni e 8 ore a vedere fantastiche serie Tv. Durante questo periodo ho anche fatto altro (almeno, così dicono di me). Mi sono laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche. Mi sono laureata in Psicologia Criminologica e Forense. Mi sono abilitata all’esercizio della professione di Psicologa iscrivendomi all’Albo riempiendo così le fila dei giovani disoccupati e le tasche di UniTo iscrivendomi anche alla Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica. Nella mia tesi di laurea tra i ringraziamenti finali trovate “Grazie alla HBO, alla BBC e a Netflix, le cui serie accompagnano le mie giornate. Thanks, people. God bless you.
” Guardare Serie TV mi ha permesso di imparare meglio l’inglese e differenziarlo dall’americano. Mi ha insegnato ogni tipo di turpiloquio in spagnolo e che i tedeschi devono fare le macchine ma non le serie TV. Ma farlo mentre studiavo i turbamenti del nostro animo mi ha permesso di trovarci altri significati ( e significanti). L’importanza della famiglia, con Downton Abbey. La forza dell’amicizia con Friends, anche se spesso il finale amaro è sempre lì ad aspettarci. Quanto possa essere difficile fare la cosa giusta con Arrow. E come in alcune serie TV il tema principale sia uno, ma in realtà ne sono mille altri che non tutti trovano. Perché la psicologia è questo. Scavare, scavare, scavare, scavare. Andare indietro, indietro, indietro… per andare avanti nel miglior modo possibile. E forse possiamo provare a farlo con le serie TV che tutti abbiamo amato. Possiamo provare a leggerle un po’ più seriamente ma senza prenderci troppo sul serio. Sai mai delle volte che un anno di serie tv serva di più di undici di università.
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