Poco o niente. O meglio: “fuffa”. Nella giornata in cui Chiara Appendino doveva dare comunicazioni in Sala Rossa sugli ATP Finals di tennis, ecco che la sindaca “taglia”, diserta il consiglio comunale, infastidendo non poco con questo atteggiamento a dir poco sfuggente, e delega ad uno “fuffoso” post sui social il commento sulla vicenda.

Già, perché mentre l’alleato leghista, che in consiglio comunale a Torino sta all’opposizione ed è rappresentato dal capogruppo Fabrizio Ricca, assicura che tra sette giorni alla Camera dei Deputati, in commissione legislatura verrà votata la proposta di legge firmata dal Carroccio per una fideiussione di 78 milioni che permetterebbero al capoluogo di ospitare gli ATP Final, Appendino in poche righe dice praticamente… nulla.

«Questa mattina, a margine della presentazione del Fondo Nazionale Innovazione alle OGR – Officine Grandi Riparazioni Torino, io e il Ministro Luigi Di Maio abbiamo parlato di alcuni temi che toccano il nostro territorio», scrive Appendino.

«Tra questi il tema della candidatura di Torino ad ospitare le ATP Finals di tennis – continua – Luigi era consapevole del grande impegno di tutte le realtà del territorio messo in campo per raggiungere questo obiettivo e mi ha confermato l’interesse del Governo ad andare avanti».

«Ringrazio il ministro Di Maio. Siamo positivi sul fatto che tale impegno proseguirà, facendo tutto il possibile affinché si possa raggiungere questo traguardo, per Torino e per il Paese», conclude Appendino trionfalmente.

Bene. Il governo dunque, assicura la sindaca, s’impegnerà. Come non è dato a sapersi, ma facile pensare che il successo si può ottenere proprio solo e grazie al lavoro leghista, in particolare di Riccardo Molinari.

Ecco: ma se c’è da stare tranquilli perché la sindaca non lo ha spiegato in Sala Rossa rispondendo alle comunicazioni richieste dall’opposizione?

Intanto Stefano Lo Russo, capogruppo del Partito Democratico, replica ad Appendino, proprio sotto il suo post: «Oggi il suo dovere di sindaca sarebbe stato quello di dare comunicazioni in Consiglio Comunale sul punto, come peraltro calendarizzato già la settimana scorsa. Consiglio Comunale che si è aperto grazie al fatto che come Partito Democratico abbiamo garantito il numero legale in apertura di seduta, non essendo il M5S in grado di garantirlo  in modo autonomo. Abbiamo, su richiesta della sua maggioranza,  consentito che lei arrivasse dopo. Non si è nemmeno presentata. Il suo dovere oggi sarebbe stato quello di essere in Aula».