Abbiamo più volte ricostruito la complessa struttura ed i costi dell’esercito di staffisti che ruotano intorno alla giunta Appendino (Leggi”Record: altri 3 staffisti per la Giunta Appendino” ; ricordiamo che il loro costo, nei cinque anni, avrà sfiorato i nove milioni di euro.

Poche settimane fa, il 19 giugno, la Giunta ha deliberato l’assunzione di due nuovi collaboratori di staff. Si tratta di Mirella Seletto, classe 1989, un profilo di comunicatrice e web, assunta dalla assessora Pisano pare dopo e in conseguenza dei dissapori con la sindaca circa l’operato del portavoce ufficiale Luca Pasquaretta, al centro delle polemiche per una consulenza extra dal Salone del Libro di cinque mila euro.

Nel duro scontro che avrebbe visto vincitrice la Pisano, quest’ultima avrebbe ottenuto anche l’autonomia sulla propria comunicazione, a cominciare dal poco gradito San Giovanni “dronizzato”

Il secondo è l’annunciatissimo Mauro Marinari: ce ne siamo già occupati in questo articolo .

E in questo caso la sindaca ha preferito “l’usato sicuro” ripiegando su una risorsa a lei ben nota in quanto ex primo cittadino di Rivalta e dipendente comunale, vicino al Movimento 5 Stelle. Non proprio un profilo da capo di gabinetto, ma certamente d’esperienza, specie nel relazionarsi col movimento e coi tanti malpancisti.

Tuttavia, la Appendino non si è limitata a nominarlo a Capo Gabinetto, ma lo ha “messo in aspettativa” come dipendente e riassunto con un contratto di staff, o meglio redatto ai sensi dell’art. 90 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.

Infatti “il Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi – o analogo strumento regolamentare – può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, della Giunta o degli Assessori, per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell’Ente ovvero da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato”.

In pratica Marinari con una procedura legittima, già usata da Chiamparino per il suo più fidato collaboratore, Carlo Bongiovanni, viene “riassunto” come esterno a tempo determinato per poterlo retribuire liberamente.

Un’ultima curiosità: se vi collegate a questo link  non si evince il compenso. Esso, infatti, è stato inserito nell’allegato 1 che riportiamo qui sotto (importi al netto dei costi per oneri e contributi).


Regge ancora la narrazione della città che non riesce a stanziare adeguate risorse per le buche, i semafori, le scuole, gli sfalci, ecc. di fronte al questo esercito di collaboratori? Oppure è sempre e solo questione di scelte e di priorità?