All’assessora alla Cultura del Comune di Torino Francesca Leon, se ci fosse, andrebbe assegnato il premio alla stoicità. È in effetti davvero ammirevole la tenacia con cui resiste nel suo incarico nonostante le umiliazioni subite quotidianamente ad opera della sindaca dal giorno in cui si è insediata. Ma cominciamo dal principio.

Sappiamo che l’assessora Leon non è stata la “prima scelta” di Chiara Appendino e che il posto era stato offerto ad Eleni Vassilika, ex-direttrice del Museo Egizio di Torino. È noto anche che, una volta sfumata l’ipotesi Vassilika per supposti “intoppi burocratici” legati alla sua cittadinanza, l’incarico è stato offerto a Francesca Leon in extremis, praticamente il giorno prima dell’insediamento. E già questo la diceva lunga sulla scarsa considerazione che la sindaca nutriva per la sua nuova assessora.

A conferma di quanto sopra, già il giorno dopo dell’insediamento si è appreso che la sindaca avrebbe assegnato all’assessora Leon le deleghe ai musei e alle fontane, ma non quelle agli eventi culturali. Un caso più unico che raro. Le deleghe infatti furono trattenute dalla sindaca e di fatti assegnate al suo allora “factotum” e Capo di Gabinetto Paolo Giordana che si era creato un’intera struttura comunale per occuparsene. Ci è voluto il disastro di Piazza San Carlo per far transitare le deleghe agli eventi culturali all’ssessore alla Cultura. Questa mancanza di fiducia da parte della Sindaca le è valsa il soprannome di “Assessore alle Fontane” che la accompagna un po’ ovunque, quotidiani inclusi. Malgrado ciò, l’assessora non ha ritenuto opportuno dimettersi.

Neanche il taglio di Bilancio infertole dalla giunta ne ha scalfito la perseveranza. Quel taglio aveva messo a rischio posti di lavoro nei musei ed esposto la Biblioteca d’Arte della Gam ad un’ipotetica chiusura. E mentre Il Corriere della Sera titolava a caratteri cubitali “Se Leon è un assessore non credibile”, sul profilo Facebook della stessa piovevano i commenti dei dipendenti inferociti: “Può sempre lasciare il posto che occupa a qualcuno che si intende veramente di libri e di cultura” oppure “Va beh dai.. hai giocato… ora però cercate un assessore vero…” oppure “Abbia almeno uno scatto di orgoglio….rassegni le dimissioni” e infine “Almeno un briciolo di dignità….suvvia! Torni a casa sua e smetta di fare la prestanome! Almeno si potrà godere le festività senza impicci nelle sue residenze da borghese chic”. Firmato “una licenzianda che ha pure votato 5 stelle”.

Fortunatamente, l’intervento della Regione ha risparmiato all’assessora ulteriori umiliazioni, salvando baracca e burattini. Ma evidentemente le umiliazioni non sono finite. In questi giorni, diverse fonti la indicano fra gli “assessori deboli” di cui la Sindaca dovrebbe sbarazzarsi in un eventuale rimpasto. Addirittura qualcuno ha adombrato che la sindaca le avrebbe “concesso” ancora qualche settimana di prova, per valutarne i risultati e, di conseguenza la permanenza nell’esecutivo. Eppure proprio Appendino aveva affermato, in un’intervista a La Stampa (11/06/2017) che “La Leon è cresciuta molto e avrà anche la delega sulle manifestazioni culturali”. Pensandoci bene, forse è proprio quest’ultima frase, più di tutto il resto, a riassumere la scarsa considerazione che la Sindaca ha sempre riposto nell’Assessora Leon.