I prestiti alle imprese artigiane piemontesi ammontano nel 2018 a 3,2 miliardi, pari al 6,1% del totale dei prestiti alle imprese, con un calo dell’8,9% rispetto all’anno precedente. Lo rende noto Confartigianato Piemonte. «Erogare credito sotto i cinquantamila euro non è conveniente per le banche. Come se non bastasse viene accolta in media una richiesta su tre per i criteri di valutazione sempre più rigidi adottati dal sistema bancario. Oggi, chiediamo al Governo e alla Regione che il credito per le micro e piccole imprese divenga una priorità dell’agenda», sottolinea il presidente Giorgio Felici.

«Secondo il Decreto Crescita – prosegue Felici – i cittadini che effettuano lavori di riqualificazione energetica o antisismica possono chiedere in alternativa alla detrazione fiscale dal 50% all’85% spalmabile in 10 anni, uno sconto immediato sulle fatture da parte dell’impresa che realizza i lavori. Peccato che questo decreto faccia gravare questo sconto sulle spalle dell’impresa che non potrà cederlo agli istituti di credito, ma potrà o farselo rimborsare dallo Stato tramite un credito d’imposta spalmato in cinque anni, oppure potrà cederlo ai propri fornitori, che difficilmente accettano. Questo meccanismo penalizza e taglia fuori dal mercato proprio le migliaia di piccole imprese del ‘sistema casa’ che non sono in grado di sopportare l’onerosità dell’operazione di cessione del credito».