Anche il Partito Democratico torinese commenta l’arresto di Roberto Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale. Il capogruppo Pd Stefano Lo Russo lo fa con un post dal titolo emblematico “L’ndrangheta è una montagna di merda”. In cui si sceglie la via del garantismo, lasciando alla magistratura il compito di accertare le eventuali colpe di Rosso, ma nel contempo si sottolinea la fragilità del sistema politico e l’importanza di un controllo.

«Assistiamo attoniti agli sviluppi dell’indagine che ha portato all’arresto stamattina di numerosi accusati di associazione ndranghetista anche qui in Piemonte, tra cui anche alcuni esponenti politici. – scrive Lo Russo –  Eravamo, siamo e resteremo garantisti. Un’accusa, per quanto infamante, non è una sentenza ed è bene ricordarlo. Ma è indubbio che il quadro che emerge da quello che si apprende dai giornali è davvero sconcertante. In questo quadro va il nostro pieno e totale sostegno politico alle forze dell’ordine e ai magistrati impegnati a contrastare e debellare le infiltrazioni della malavita organizzata nel tessuto economico, sociale e politico del nostro territorio».

Questa vicenda, come molte altre analoghe per la verità, impongono però alla politica non solo una presa d’atto di quanto sia fragile la nostra democrazia ma anche la necessità di porre comunque in essere ulteriori azioni che limitino il più possibile la potenziale permeabilità all’infiltrazione mafiosa del meccanismo di raccolta del consenso politico e degli interessi economici. Su questo fronte molto è stato fatto ma molto resta da fare, a partire da una seria riflessione su meccanismi elettorali e finanziamento della politica.