Sono dieci le persone sospettate di aver scatenato il panico in Piazza San Carlo, il 3 giugno 2017, durante la finale di Champions League Real Madrid-Juventus. Una “banda” di origini magrebine, che avrebbe agito quella sera con l’intenzione di rapinare chi assisteva alla partita davanti al maxischermo spruzzando dello spray urticante (leggi articolo del 9 giugno: “Fu dello spray urticante a scatenare il panico?”). Un metodo già usato in altre occasioni pubbliche come ad esempio concerti.

In carcere sono finiti in sei, uno agli arresti domiciliari e tre con gli obblighi di firma. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono per Bouimadaghen Sohaib, nato a Ciriè (TO) classe 1998, residente a Torino; Belghazi Hamza, nato in Marocco classe 1998, residente a Torino; El Fadili Zaccaria, nato a Torino classe1999, residente a Torino; Es Sabihi Aymene, nato in Marocco classe1997, cittadino marocchino con permesso di soggiorno al momento revocato, residente a Torino; Naim Aboubakr, nato in Marocco classe 1996, cittadino marocchino con permesso di soggiorno al momento revocato, residente a Torino; Abouelfath Mahdi, nato a Reggio Emilia (RE) classe 1997, residente a Reggio Emilia

“Una ringhiera vi ha messo in ginocchio”

Ai domiciliari El Kharmoudi Ilyass, nato in Marocco classe 1998, cittadino marocchino con permesso di soggiorno al momento revocato, residente a Torino. Obblighi di firma per Mokhtari Bilal, nato a Torino classe 1998, residente a Torino; Younes Moustafa Ahmed Abdelhalim Ahmed, nato in Egitto classe 1998, residente a Torino; Machmachi Mohammed, nato in Marocco classe 1998, cittadino marocchino con permesso di soggiorno, residente a Torino.

Il gruppo nordafricano sarebbe responsabili, con lo stesso modus operandi, altre rapine. Infatti secondo gli inquirenti potrebbero essere loro, tre mesi dopo Piazza San Carlo, ad aver spruzzato dello spray urticante durante il concerto di Elisa, in occasione dell’inaugurazione delle Officine Grandi Riparazioni. Non solo. La banda avrebbe agito anche in Belgio, Francia, Germania e Olanda.

Per due degli arrestati, Sohaib Bouimadaghen (che ha già confessato) e Mohammed Machmachidei, l’accusa è omicidio preterintenzionale. Ai sospettati gli investigatori sarebbero arrivati da alcune intercettazioni telefoniche in cui si parlava di una catenina d’oro sottratta in piazza. (leggi comunicato stampa Procura)

Il giorno dopo la tragedia scriveva sul suo profilo di Facebook il Bouimadaghen «Una ringhiera vi ha messo in ginocchio». E aggiungeva «Avete calpestato bambini e donne per un petardo, ve ne accorgete solo quando vi tocca la pelle. C’è chi si alza senza la propria famiglia, sotto le macerie di una casa distrutta, senza né acqua né cibo, contro le più grandi forze mondiali».

«La Questura di Torino ha fornito un contributo a un’indagine complessa ed esemplare», dice il questore Francesco Messina, che continua: «Prima c’è stata una ricostruzione certosina dei fatti, poi un’indagine sul territorio con metodi tradizionali. Un’attività di sinergia con tutti i componenti della Polizia di Stato».

«L’inchiesta considerata la complessità dei fatti, la diversa tipologia delle possibili responsabilità e il periodo delle ferie estive, si è chiusa in tempi brevissimi», ha spiegato in conferenza stampa il procuratore capo di Torino, Armando Sparato. «Questo – ha sottolineato Spataro – è stato possibile grazie a un vero e proprio lavoro di squadra che ha visto impegnati da un lato diversi gruppi specializzati della procura, antiterrorismo, sicurezza a criminalità organizzata comune, e dall’altro vari presidi di polizia giudiziaria della polizia di Stato, Squadra mobile e Digos della questura di Torino e Commissariato di Barriera Nizza».

Intanto sono 15 gli avvisi di conclusione di indagine preliminare inviati dalla procura di Torino nell’ambito delle indagine finalizzata ad accertare eventuali omissioni nella predisposizione di misure di sicurezza. Tra questi c’è la sindaca Chiara Appendino, il suo ex capo di gabinetto Paolo Giordana e l’ex questore di Torino Angelo Sanna. Sette invece le richieste di archiviazione tra cui quella per il prefetto di Torino, Renato Saccone.

Oltre al prefetto archiviati anche le posizioni di cinque componenti della Commissione Provinciale di Vigilanza e del Comandante vicario pro tempore della Polizia locale «perché non sono stati individuati comportamenti omissivi a loro addebitabili, causalmente rilevanti in ordine ai fatti accaduti».

«Voglio esprimere apprezzamento per il rispetto istituzionale manifestato dalla sindaca di Torino, dal questore e dalle altre persone coinvolte nell’inchiesta sui fatti di piazza San Carlo. Non è frequente in questi frangenti trovarsi di fronte ad atteggiamenti simili», ha evidenziato Spataro.

Danilo, il figlio di Marisa Amato, la donna che da dieci mesi è ricoverata all’Unità spinale del Cto, per i danni alla colonna vertebrale che l’hanno resa tetraplegica, ha commentato così all’Adnkronos la notizia degli arresti: «Dal nostro punto di vista non cambia nulla. L’unica cosa che ci preme, come è stato fin da subito, è la salute della mamma per la quale ci auguriamo si possa accedere a percorsi che le consentano di vivere in maniera dignitosa la sua condizione». «Mia mamma sta un po’ meglio ma è dura, è una donna forte e cerca di restare positiva, ma certo non è facile accettare questo tipo di condizione».

Angelo Rossi, zio di Erika Pioletti, la 38enne morta dopo quindici giorni di coma per le ferite riportate quella serta, spiega alle agenzie di stampa che «per noi non cambia nulla: Erika, purtroppo, non ce la restituisce più nessuno. Gli arresti? Lo apprendo ora da voi, ma non cambia nulla. A giugno saremo a Torino, con i genitori di Erika, per la posa di una targa ricordo».

 Il comunicato stampa della Procura della Repubblica

“L’indagine ai fatti del 3 giugno 2017 in Piazza San Carlo è pervenuta – ad avviso della Procura della Repubblica – ad una fase decisiva, vicina alla conclusione. Il tutto in tempi brevissimi, ove si consideri la complessità dei fatti, la diversa tipologia delle possibili responsabilità ed il periodo feriale del 2017. Ciò è stato possibile grazie ad un vero e proprio “lavoro di squadra” che ha visto impegnati, da un lato, diversi gruppi specializzati della Procura (Gruppo Terrorismo, Gruppo Sicurezza e Gruppo Criminalità Organizzata comune), i rispettivi Procuratori Aggiunti Coordinatori e tre sostituti e, dall’altro, vari presidi di polizia giudiziaria della Polizia di Stato, cioè Squadra Mobile e Digos della Questura di Torino, nonché Commissariato B. Nizza.

Sulle responsabilità per omessa predisposizione di misure di sicurezza
I fatti hanno dato luogo, innanzitutto, ad indagini nei confronti di alcuni pubblici amministratori, funzionari e amministratori di aziende private, responsabili a vario titolo, sempre secondo la tesi della Procura, di omessa predisposizione di misure di sicurezza nella Piazza San Carlo, generatrice di panico collettivo (anche secondo i risultati di una consulenza tecnica affidata all’accademico prof. Fabio Sbattella), dei conseguenti infortuni e della morte per schiacciamento di PIOLETTI Erika.
Al termine delle indagini, in data 11 aprile 2018, è stata richiesta al Giudice per le Indagini Preliminari (cui ovviamente spetta la valutazione finale) l’archiviazione del procedimento nei confronti di 7 indagati, tra cui il Prefetto di Torino, cinque componenti della Commissione Provinciale di Vigilanza ed il Comandante vicario pro tempore della Polizia locale, non essendosi individuati comportamenti omissivi a loro addebitabili, causalmente rilevanti in ordine ai fatti accaduti.

In data 11 aprile 2018, invece, sono stati emessi n. 15 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis c.p.p., già notificati al Sindaco di Torino; al Questore di Torino pro tempore ed al Capo di Gabinetto del Questore; ad un Primo Dirigente della Polizia di Stato comandato quale responsabile del servizio ordine e sicurezza in piazza; al Presidente e a due componenti della Commissione Provinciale di Vigilanza; al Capo di Gabinetto del Sindaco; al Direttore della Direzione delle Risorse finanziarie della Città di Torino e del Servizio di Gabinetto del Sindaco; ad una funzionaria in posizione organizzativa, responsabile e addetta alle manifestazioni ed eventi organizzati da Enti o Associazioni terze rispetto alla Città di Torino; al Presidente, ad un dirigente e ad un professionista rispettivamente responsabili (i primi due) o consulente (il terzo) dell’ente Turismo Torino e Provincia (Ente strumentale alla Città di Torino); al Vice Comandante della Polizia Municipale di Torino; al responsabile della Squadra Antincendio dei Vigili del Fuoco.

Naturalmente l’avviso ex art. 415 bis cpp è atto dovuto anche per consentire ad indagati e loro difensori di proporre eventuali prospettazioni difensive all’esito delle quali la Procura valuterà se richiedere il rinvio a giudizio degli indagati.

Il Procuratore sente il dovere di manifestare il proprio apprezzamento per l’atteggiamento di rispetto istituzionale manifestato dal Sig. Sindaco, dal Questore pro tempore e da tutti gli altri indagati che hanno encomiabilmente scelto la difesa “nel” processo e non – come purtroppo spesso avviene in Italia – “dal” processo.

Sulle responsabilità per la causazione materiale del panico collettivo, nonché delle conseguenti lesioni e della morte di Ertika Pioletti
Altro filone investigativo è quello dell’accertamento delle responsabilità materiali rispetto alla causazione fisica del panico collettivo.
L’attività investigativa è nata da un parallelo sviluppo rispetto a quella in corso nell’ambito dei fatti accaduti in piazza San Carlo in data 3/6/2017. Tale attività riguardava fenomeni predatori (in particolare scippi e rapine), commessi da giovani o giovanissimi quasi tutti cittadini marocchini di “seconda generazione”.
In tale contesto tutto ha preso spunto da una perquisizione delegata, eseguita nel gennaio 2018, dal Commissariato B. Nizza a carico di 4 soggetti di origine magrebina in relazione ad un furto commesso presso un esercizio commerciale cittadino. Dall’analisi delle utenze e dai profili presenti sui social network e chat di tali soggetti, si è potuto dimostrare un primo collegamento con i noti fatti avvenuti in piazza San Carlo.
A seguito di ciò veniva intrapresa una più ampia attività investigativa da parte della locale SQUADRA MOBILE e della DIGOS della Questura di Torino che, attraverso numerose attività tecniche e servizi di osservazioni, ricostruiva una serie di eventi delittuosi commessi dai predetti indagati tutti accomunati dal medesimo modus operandi commessi in Torino e in varie città del nord Italia, nonché in località estere (Olanda, Francia, Germania, Belgio ed altri).

In particolare venivano individuate responsabilità penali nei confronti dei soggetti di seguito elencati, colpiti dai provvedimenti cautelari appresso indicati (tutti eseguiti nelle prime ore della mattinata odierna) che, su richiesta di questo ufficio, sono stati emessi dal Giudice per le Indagini preliminari di Torino :

BOUIMADAGHEN Sohaib, nato a Ciriè (TO) classe 1998, cittadino italiano residente a Torino – colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere –
BELGHAZI Hamza, nato in Marocco classe 1998, cittadino italiano residente a Torino – colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere –
EL FADILI Zaccaria, nato a Torino classe1999, cittadino Italiano, residente a Torino; – colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere –
ES SABIHI Aymene, nato in Marocco classe1997, cittadino marocchino con permesso di soggiorno al momento revocato, residente a Torino – colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere –
NAIM Aboubakr, nato in Marocco classe 1996, cittadino marocchino con permesso di soggiorno al momento revocato, residente a Torino;
colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere –
ABOUELFATH Mahdi, nato a Reggio Emilia (RE) classe 1997, cittadino italiano, residente a Reggio Emilia – colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere –
EL KHARMOUDI Ilyass, nato in Marocco classe 1998, cittadino marocchino con permesso di soggiorno al momento revocato, residente a Torino, destinatario di provvedimento di arresti domiciliari –
MOKHTARI Bilal, nato a Torino classe 1998, cittadino Italiano, residente a Torino – destinatario di provvedimento di obbligo di presentazione alla PG ;

YOUNES Moustafa Ahmed Abdelhalim Ahmed, nato in Egitto classe 1998, cittadino egiziano con permesso di soggiorno, residente a Torino – destinatario di provvedimento di obbligo di presentazione alla PG
MACHMACHI Mohammed, nato in Marocco classe 1998, cittadino marocchino con permesso di soggiorno, residente a Torino – destinatario di provvedimento di obbligo di presentazione alla PG

I predetti avvalendosi della forza criminale del loro “branco/gang”, agendo in concorso tra loro, hanno commesso una serie di furti e rapine ai danni di grandi esercizi commerciali nonchè scippi di catenine d’oro e/o preziosi quali orologi Rolex ed altro, durante manifestazioni musicali o comunque eventi a cui partecipavano moltissimi avventori.
Secondo l’accusa, gli indagati hanno utilizzato lo spray al peperoncino (di libera vendita) in diverse occasioni al fine di agevolare la commissione dei reati o per garantirsi la fuga.
Tale modalità criminale è diventata una costante del loro agire, tanto da essere stata riscontrata in numerosi eventi delittuosi in Italia e all’estero.
E’ stato accertato che alcuni dei soggetti sono responsabili di quanto accaduto in data 30/09/2017 presso i locali pubblici denominati “OGR” di Torino, in occasione della loro inaugurazione in cui si esibiva la cantante Elisa. In quel caso vi fu l’interruzione dello spettacolo e l’evacuazione della struttura proprio a causa della nebulizzazione di un grosso quantitativo di spray urticante; nel corso della serata furono commesse diverse rapine (in una delle quali veniva strappata una collana d’oro dal collo di uno spettatore del concerto).
Analogo episodio, accertato in sede di indagine, è avvenuto nel gennaio 2018 in una discoteca di Verona, in cui una parte del predetto gruppo aveva nebulizzato ingenti quantitativi di spray al peperoncino al fine di guadagnarsi l’impunità dopo aver commesso una serie di rapine strappando delle collane ad avventori del locale. In quella occasione si è generato un evento di panico che ha determinato uno spostamento di massa in varie direzioni e che ha causato anche delle lesioni personali ad alcuni avventori, alcuni dei quali trasportati presso il Pronto Soccorso della città scaligera.
A fronte di ciò, a seguito di più approfonditi accertamenti in merito alle posizioni dei soggetti durante la notte del 3/06/2017 (Piazza San Carlo), sono emersi indizi gravi e concordanti in ordine alla responsabilità per alcuni degli indagati in merito a quanto avvenuto in piazza. In particolare, è stato possibile accertare che quattro dei soggetti indicati, ovvero BOUIMADAGHEN Sohaib, BELGHAZI Hamza, MACHMACHI Mohammed ed ES SABIHI Aymene si trovavano in piazza la sera del 3/06/2017 e utilizzavano lo stesso modus operandi tipico del gruppo criminale: per effettuare delle rapine nebulizzavano dello spray urticante al fine di inertizzare le vittime e strappare delle collane d’oro.
Con tale condotta, dunque, hanno determinato la nota situazione di panico che ha generato oltre 1500 feriti e la morte di Erica Poletti.
I soli BOUIMADAGHEN Sohaib (a carico del quale emergevano gravi indizi da intercettazioni telefoniche in corso) e MACHMACHI Mohammed sono stati sottoposti a fermo quali indiziati di delitto anche per quanto avvenuto in piazza San Carlo, mentre gli altri due indagati sono stati arrestati per effetto delle misure cautelari citate.

BOUIMADAGHEN Sohaib ha ammesso le sue responsabilità nell’interrogatorio notturno odierno, mentre l’interrogatorio di MACHMACHI Mohammed è in corso.

Proseguono, naturalmente, altre indagini ed accertamenti volti a chiarire le ulteriori responsabilità del gruppo criminale”.