Sono state molte e varie le reazioni del mondo politico all’indomani della manifestazione indetta dagli anarchici in risposta alla sgombero dell’Asilo di via Alessandria. Un corteo in maschera che dietro lo striscione “Appendino pagliaccia” e un manichino di donna con la testa mozzata ha sfilato fino a via Cibrario davanti al negozio di proprietà del marito della sindaca e al palazzo dove la stessa prima cittadina risiede con la famiglia.

In tanti, al di là del colore politico, hanno espresso la loro solidarietà ad Appendino, ma c’è anche qualcuno tra i consiglieri Cinque Stelle che non è stato dello stesso avviso, difendendo le ragioni dei manifestanti. Una presa di posizione che non è passata inosservata e che preoccupa molto anche l’esponente del Partito Democratico Stefano Esposito.

Esposito lei che ne pensa di quanto accaduto ieri?

Sono rimasto molto colpito da ciò a cui si è assistito ieri a Torino. Non solo per la manifestazione, ma per il tono di sufficienza e tolleranza con cui è stata accettato il tutto. Mi chiedo come si può permettere una manifestazione come quel tenore in una città come Torino. Cento teppisti che sono arrivati fin sotto casa della sindaca senza che nessuno dicesse nulla. Hanno tenuto un atteggiamento mafioso, della serie “fai qualcosa che non mi va bene e ti vengo a prendere sotto casa”. Davvero una cosa mai vista.

Secondo lei si sono sottovalutati i rischi di questa manifestazione?

Certo, c’è troppa tolleranza e troppa sottovalutazione culturale del fenomeno. Da decenni i centri sociali a Torino, e non solo l’Asilo, ci hanno dimostrato di cosa sono capaci in quanto a illegalità e violenza, violenza che è nel loro Dna. Ieri si è toccato un picco mai visto. Eppure, c’è ancora chi guarda questi soggetti con tolleranza e simpatia.

Si riferisce alla lite “social” tra i consiglieri di maggioranza Curatella, Carretto e Albano, in cui questi ultimi due hanno preso le parti degli occupanti sgomberati?

Esatto. Penso proprio che questi consiglieri che difendono i centri sociali non facciano onore alla nostra città. Si riempiono la bocca con parole come “Torino città medaglia d’oro della Resistenza” ma poi nei fatti si comportano così. In un sistema normale un sindaco dovrebbe già averli cacciati e invece qui vale tutto, c’è un eccesso di tolleranza.

Colpa della sindaca, dunque?

Beh, non confondiamo i piani. Io non ho nessuna simpatia politica per Appendino, ma credo che il fatto di essere un pessimo sindaco non vada mischiato con il fatto che lei ha solo applicato la legge e riportato alla legalità un luogo occupato abusivamente da 20 anni. É vero che sta distruggendo Torino, ma sulla questione dell’Asilo ha solo fatto quello che nessuno aveva fatto prima. Allora è giusto che chi pratica la legalità si trova minacciata e perseguitata fin sotto casa? Mi sembra proprio, lo ripeto, un agire di tipo mafioso.

Eppure un bacino di voti per il Movimento Cinque stelle alle elezioni comunali sono stati proprio i centri sociali e le case occupate…

Già, questa è la grande contraddizione politica in cui si trova invischiata la sindaca. Quando era all’opposizione in consiglio comunale hanno sempre strizzato l’occhio a quelle realtà, non ne hanno mai preso le distanze. E i rappresentanti di quei mondi si sono mischiati al Movimento 5 stelle e ora sono in consiglio comunale e continuano a tirare l’acqua al loro mulino.

Gli anarchici hanno già annunciato un nuovo corteo cittadino per il 30 marzo. Cosa ne pensa?

Che sono preoccupato. Anche perchè quel giorno arriveranno “rinforzi” anche da oltreconfine. Vogliono distruggere la città e noi non possiamo dire che va bene così, non può vincere la logica della violenza. Dicano pure che sono fascista, ma per me bisogna prendere una posizione netta contro tutto ciò, impedire che quel corteo avvenga, anche chiudere le frontiere se necessario.