Tutto il processo d’appello dovrebbe basarsi su quei file audio dove, secondo le accuse, esiste la prova della richiesta illecita da parte del consigliere comunale Alberto Morano di 200 mila euro nella vicenda Cacao. Per quella che viene definita “la guerra fra le discoteche” sono imputate quattro persone, tra cui l’ex candidato sindaco del centrodestra già assolto in primo grado.

Gli audio che dovevano dimostrare, sempre secondo l’accusa, che Morano aveva chiesto del denaro ai proprietari della discoteca Cacao in cambio di un suo atteggiamento più soft il Sala Rossa in riferimento agli abusi presenti nel locale, non convince e l’avvocato Andrea Cianci, uno dei difensori, Andrea Cianci, ha ottenuto di fare intervenire in aula un suo consulente informatico, Giuseppe Dezani, che ha esaminato i file rilevando “anomalie, criticità e incongruenze”. La procura generale non si è opposta.

Il processo è stato aggiornato a marzo. Durante le indagini i pubblici ministeri avevano preso in consegna una registrazione che però presentava una interruzione piuttosto significativa in un momento chiave del colloquio. Il giudice del processo di primo grado, Francesca Christillin, la considerò inutilizzabile e, come scrisse per motivare le assoluzioni, “profondamente inquietante”.

Alla scorsa udienza un testimone si è presentato in aula dicendo di avere recuperato il file completo dal suo computer, dove l’aveva riversato.