Nell’austera Torino, all’interno del tempio dello sport poco meno di 2000 concorrenti  si sono contesi i 50 posti di Agente di Polizia Municipale bandito dal Comune. Controlli ferrei, verifiche dei documenti, delle borse, degli zaini, passaggi sotto i metal detector, controlli a vista, schede differenziate, codici a barre inequivocabili…. scusate stavo guardando  il film “Spie come noi” con Dan Aykroyd e Chevy Chase.

Dunque cosa in realtà è accaduto: un gran caos, ore di attesa, svenimenti, ambulanze, codice a barre che si staccavano e riattaccavano come farfalle, 4000 concorrenti in meno rispetto alle domande pervenute, telefoni nelle mani dei partecipanti, zainetti tra gli spalti… ed in ultimo un fatto sconcertante. Un iscritto al concorso ma non partecipante alla selezione si è visto inserito in graduatoria con il proprio nome, cognome e tanto di votazione. Errore di persona, scambio di codici a barre, omonimia, fratello gemello…… sicuramente sarà un mero errore materiale ma pone dei seri dubbi sulle procedure del concorso e aumenta la possibilità di ricorsi che normalmente vengono esperiti dopo la proclamazione dei vincitori. Eravamo già tornati sui requisiti per la partecipazione (Leggi qui): dal monocolo, all’impianto cocleare, all’esoscheletro e sulla mancanza dei test psico-fisici per chi deve indossare una divisa, portare un’arma, tutelare i cittadini ma di certo non ci aspettavamo che i non partecipanti passassero la preselezione. Aggiungiamo al novero e nei requisiti anche la possibilità per i fantasmi di ambire un posto pubblico…. ed effettivamente di fantasmi vivi e vegeti c’è ne sono molti, purtroppo.