La discussione sulla candidatura di Torino alle Olimpiadi invernali 2026 si sposta in Consiglio regionale del Piemonte. Oggi in apertura della seduta d’aula la maggioranza di centro sinistra, a voce del vicecapogruppo Pd Elvio Rostagno, ha chiesto di discutere una mozione a sostegno della candidatura di Torino. Il battibecco con il M5S è stato immediato. La prima a chiedere la parola è stata la valsusina Francesca Frediani, componete dell’ala dura e pura e contraria alla candidatura di una nuova edizione dei giochi olimpici a Torino, a seguire si sono agitati anche Davide Bono e altri consiglieri grillini. Il gruppo in Regione è più compatto di quello comunale e non esiste la parte istituzionale e dialogante: tutti hanno compattamente votato contro la Mozione proposta dai democratici a prima firma Daniele Valle.

Nel testo della Mozione si chiede all’amministrazione di Torino “l’apertura di un tavolo di confronto con le amministrazioni dell’area Metropolitana, e in particolare con tutte quelle che furono interessate dai Giochi Olimpici del 2006, per valutare l’opportunità di una candidatura della Città di Torino ai prossimi XXV Giochi Olimpici invernali e XIV Giochi Paraolimpici invernali”.

Ora la Mozione è inserita nell’ordine del giorno e sarà discussa nel pomeriggio, i numeri sono a favore della maggioranza che l’ha proposta, ma il dato tutto politico a carico della Sindaca rimane. Lei, in evidente imbarazzo, ha dichiarato via social la linea: “Domani manifestiamo l’interesse della città”. Questa è una di quelle crepe che si annuncia profonda, di quelle che neanche l’interessamento diretto del guru Beppe Grillo è bastato a sanare.

Il clima che portó alla candidatura, e poi alla designazione, di Torino 2006 fu di concordia e di sostegno unanime di tutte le istituzioni insieme al mondo imprenditoriale della città. Da allora tutto è cambiato, certo, ma temo che i presupposti odierni non rappresentino neanche quelli minimi che possano rendere credibile un Ente che si propone per un evento di livello mondiale.