Una regione con luci e ombre, più ombre, in realtà quella che emerge dai numeri dell’Inps che attraverso dati e statistiche ha realizzato una fotografia delle condizioni di vita e di lavoro.
Il primo dato che salta all’occhio è che il Piemonte è una regione sempre più anziana: un piemontese su quattro ha più di 65 anni, meno di uno su cinque, invece ne ha meno di 17. Dal Piemonte ci si muove poco e pochi sono anche gli arrivi. Dal punto di vista economico, il Pil è sostanzialmente stabile, stando a quanto reso noto dall’Inps, fra le attività che hanno fatto segnare una crescita ci sono quelle legate alle produzioni ad alto valore aggiunto, come l’automotive e l’agricoltura, alcuni dei settori, sostengono dall’Inps, che hanno visto negli anni scorsi, un aumento degli investimenti. Un dato che però segna una netta contraddizione con un’altra tendenza constatata nella regione: non aumenta l’occupazione giovanile. Il confronto con la Germania è scoraggiante.
Ci sono 20 punti percentuale di differenza fra l’occupazione dei giovani italiani e i loro coetanei tedeschi. Un gap che sembra essere legato ad un’altra clamorosa differenza: quella relativa ai giovani che hanno un contratto di apprendistato. Anche in questo caso la Germania è saldamente in testa nello scontro diretto. Sembra essere invece aumentata l’occupazione per i lavoratori di età compresa fra i 44 e i 59 anni. Secondo l’Inps questo potrebbe essere il risultato delle aziende di puntare di più sulle attività e, di conseguenza, sulle competenze più tradzionali. Un dato che potrebbe anche testimoniare la non elevata tendenza delle aziende di investire in innovazione e ricerca.