di Moreno D’Angelo

Canarie, Baleari, Capo Verde, Thailandia.  Non si tratta di mete turistiche, ma delle location dove sempre più pensionati italiani si trasferiscono. Un fenomeno in piena crescita. Nel solo 2014, secondo i riscontri Inps, sono espatriati 5.345 pensionati ben il 65% in più del 2013.  E un fenomeno in piena espansione che si affianca alla nota fuga dei cervelli e ai tanti giovani che se ne vanno all’estero non vedendo opportunità per il loro futuro in Italia.

Per l’Inps si tratta di una ulteriore tegola sui conti in quanto il pagamento all’estero della pensione non consente alcun ritorno sotto l’aspetto consumi e investimenti e chiaramente ha riflessi negativi dal punto di vista fiscale.

Nel dettaglio. Negli ultimi 5 anni Il 71% dei pensionati (11.735 persone) si è trasferito in altri paesi europei (11.735), il 10% in America settentrionale e il 6% in America meridionale. In Oceania sono appena 434, ma l’incremento è stato del 257%. L’importo dei trattamenti pensionistici corrisposti ai pensionati emigrati dal 2010 ammonta a circa 300 milioni.

Non è solo il costo della vita a incidere su queste scelte. Molti sono pensionati, visto i problemi e le difficoltà con i familiari (dopo separazioni e tensioni di vario tipo), considerando anche il livello della qualità della loro esistenza, non avendo più pendenze, preferiscono nuove mete dove poter vivere non necessariamente senza far nulla. Questo avviene nel paese con la più alta percentuale di over 65 pari al 21.4%. rispetto a una media  europea del 18.5%. Le stime  Eurostat  prevedono che nel 2080 ci saranno gli over65 toccheranno quota 30% nel continente

Una fascia che in cui sono più diffusi i rischi di povertà e di disagio sociale a cui si aggiungono le problematiche legate ai maggiori costi assistenziali,sanitari e previdenziale.  Questo in un futuro in cui, con gli attuali trend, le casse dello stato troveranno sempre maggiore difficoltà a sostenere queste spese crescenti. L’integrazione dei flussi migratori potrebbe dare qualche risposta in controtendenza.