Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, tra gli obiettivi ha quello di aumentare la raccolta differenziata sul territorio.

Lo ha annunciato nel giorno in cui i ragazzi del Fridays for Future sono intervenuti nel Consiglio Regionale del Piemonte nella giornata che l’aula ha dedicato all’ambiente «Un tema a noi molto caro come la tutela del mondo in cui viviamo e su cui si può costruire un economia sostenibile per il nostro futuro», ha spiegato Cirio.

«Un’economia rurale legata ad una tutela ambientale intelligente, a cui deve ispirarsi il nostro impegno» ha aggiunto Cirio, il quale ha evidenziato che servono ragionamenti concreti di buon senso e di evitare approcci ideologici «questo non vuol dire mancare di sensibilità sul tema, ma sapere che ogni misura presa ha conseguenze sulla vita delle persone». Un esempio portato in Consiglio da Cirio è quello del plastic free «abbiamo adottato delibera sul plastic free per le manifestazioni sportive ed eventi per cui sono richiesti finanziamenti o il patrocinio della Regione. Non abbiamo posto divieto sull’uso della plastica, ma abbiamo deciso di dare un indirizzo e premiare chi andrà in quella direzione».

Lo stesso ragionamento è stato fatto per il consumo del suolo «va applicata e attuata con buon senso, attraverso l’incentivo del riuso, pensiamo alle zone industriali abbandonate che devono essere rese appetibili per gli imprenditori. Quindi non bloccheremo l’utilizzo del suolo ma incentiveremo chi lo riutilizza».

Per quanto riguarda il tema smog e qualità dell’aria «si è parlato di braccio di ferro tra Regione e Comune di Torino: abbiamo cercato di avere anche qui un approccio di buon senso. Il cittadino che non cambia il veicolo vecchio non può essere punito, così come l’artigiano che non cambia il veicolo commerciale. I problemi legati all’inquinamento – aggiunge – spesso sono causati dalla vetustà dei nostri edifici, con dispersione termica elevata: nella rimodulazione chiesta a Bruxelles, abbiamo chiesto 20 milioni di euro per aumentare la dotazione Fesr per intervenire sugli edifici pubblici e avere incentivi per privati».

Per quanto riguarda la raccolta rifiuti, altro tema caldo, «abbiamo intenzione di tendere a 65 per cento la differenziata, oggi siamo al 50: l’obiettivo è per i 5 anni di mandato, anche qui attraverso il sistema premiale e non punitivo».

«La strada da percorrere» conclude «è in campo industriale, in campo agricolo il bio funziona già bene, ma non va demonizzata né punita l’agricoltura tradizionale. Si inserisce anche la tutela dei boschi e dei parchi. L’ambiente non ha colore politico, chiedo a tutti di aiutarci in questo percorso».

Nella giornata dedicata ai ragazzi di Greta, lo studente piemontese Niccolò Lanfranco ha esordito: «Siamo qui oggi per chiedervi di prendervi le vostre responsabilità, in qualità di politici, di rappresentanti, di adulti, di genitori, di umani. Avete delle responsabilità verso la salute dei cittadini che rappresentate. Avete delle responsabilità nei confronti della scienza, verso la nostra generazione, ma soprattutto verso le generazioni che verranno. Il 10 settembre, all’audizione consigliare siamo venuti a portarvi un messaggio. Il 27 settembre abbiamo dimostrato che quel messaggio è l’urlo di 150 mila piemontesi, 1 milione di italiani, 8 milioni di persone. Oggi ci aspettiamo una risposta. Pretendiamo che da domani questa dichiarazione venga trasformata in fatti».

«Il tema dell’ambiente e della sua tutela non è certo nuovo nel mondo occidentale – ha dichiarato in aula il presidente del Consiglio Stefano Allasiatanto che un autorevole dibattito tra gli esponenti del mondo scientifico è aperto da decenni. Ad essere in discussione non è infatti solamente il modello di sviluppo delle generazioni attuali ma soprattutto la crescita sostenibile di quelle a venire. L’argomento va affrontato con la massima serietà senza cedere a strumentalizzazioni superficiali o interessate. Ben venga quindi un dibattito franco, informato e costruttivo tra tutti i soggetti in grado, anche nella nostra regione, di dare il proprio, prezioso, contributo».

Tanti gli spunti su cui investire e lavorare nei prossimi 12 anni per ridurre l’attuale livello di CO2,  in collaborazione con istituzioni e imprese,  proposti dalle associazioni ambientaliste come Legambiente, pro Natura e Italia Nostra: triplicare risorse per impianti fotovoltaici, azzerare consumo di suolo, piantare alberi anche dentro le città, investire in agricoltura biologica, provvedere all’isolamento termico degli edifici attraverso un fondo rotativo a favore dei cittadini a basso reddito, ridurre rifiuti. E ancora: maggiore controllo sulle discariche che inquinano le falde acquifere, implementare trasporti pubblici locali, agevolare mobilità dolce, evitare trivellazioni fossili, incentivare riconversioni e bonifiche di aree dismesse, utilizzo delle fonti rinnovabili.

A questo proposito è intervenuto anche Peter Wadhams, professore di fisica oceanica all’Università di Cambridge, spiegando che gli attuali sforzi non stanno portando a riduzioni apprezzabili delle emissioni di Co2. «Anche una riduzione a zero delle emissioni non sarebbe sufficiente, per questo ci si sta orientando a tecniche di cattura per togliere direttamente l’anidride carbonica dall’atmosfera. In Islanda stanno pensando di assorbire ciclicamente anidride carbonica e isolarla. Altro metodo studiato in California è farla diventare calcare e immetterla dentro cemento armato usato per le costruzioni; sempre in California si utilizzano gusci di pistacchio per trasformarli in ossigeno».

Anche gli Atenei piemontesi, stanno facendo la loro parte: Politecnico di Torino, Università degli studi di Torino, Università Piemonte orientale e università di scienze gastronomiche Pollenzo, dal 2015 fanno parte della rete Rus (rete delle Università per lo sviluppo sostenibile, sono 69  a livello nazionale) mettendo in comune competenze ed esperienze, in risposta al bando del ministero dell’Ambiente per la strategia nazionale sullo sviluppo sostenibile. La rete coinvolge in Piemonte circa 127 mila studenti, il 2,9% della popolazione piemontese.

Un dato in controtendenza è stato fornito da Franco Gottero dell’Ipla, l’Istituto per le piante da legno e l’Ambiente: «Negli ultimi 35 anni l’estensione dei boschi in Piemonte è cresciuta del 45 per cento, sia per superficie sia per volume. Quest’ultimo ha raggiunto i 200 milioni di metri cubi: ogni anno se ne aggiungono 5 milioni e ne viene prelevato un milione, per cui stiamo sottoutilizzando la risorsa».

Cgil, Cisl e Uil hanno presentato un documento unitario per un modello di sviluppo sostenibile ed è intervenuta anche l’Ugl. Hanno presentato le proprie istanze e proposte altresì la Città metropolitana, la Provincia del Vco, Uncem Piemonte, Arpa, Ires, Confesercenti e ha preso parte al dibattito Massimo Berutti, componente della Commissione ambiente del Senato.

Sono intervenuti al termine del dibattito i consiglieri regionali Marco Grimaldi (Luv), Giorgio Bertola (M5s), Domenico Rossi (Pd), Alessandra Biletta (Fi), Alberto Preioni (Lega), Mario Giaccone (Monviso), Paolo Bongioanni (Fdi).

Ha concluso l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, che tra l’altro ha sottolineato come «sulla raccolta differenziata il rapporto è a due velocità: Chieri e Vercelli al primo posto, Torino e Alessandria in fondo. Le industrie, gli ospedali, i cittadini producono rifiuti: è necessario lavorare a nuove soluzioni ma è importante arrivare a operare più o meno con la stessa velocità in tutto il territorio regionale». L’assessore, in riferimento al Friday for Future, ha anche aggiunto: «I giovani hanno posto accuse, ma non hanno specificato a cosa sono pronti a rinunciare per migliorare la qualità degli stili di vita».