Nonostante il Salone del Libro abbia tolto la concessione per lo stand alla casa editrice Altaforte Francesco Polacchi si è presentato ai cancelli del Lingotto puntuale alle 10. “Reputiamo la decisione inaccettabile e provvederemo per vie legali”, ha confermato il rappresentante della casa editrice vicino a CasaPound.

«Sarei voluto essere qui a presentare i titoli di Altaforte e invece si parla solo del libro di Salvini, vera pietra dello scandalo».

Polacchi ha anche affermato di aver incontrato il ministro dell’Interno «una sola volta cinque anni fa, ma ci sta che un personaggio politico che incontra tanta gente non si ricordi. Ci sta che sia neutrale su questa vicenda ma forse avrei preferito un approccio diverso».

E su come mai la scelta sia ricaduta proprio sulla sua casa editrice spiega: «Noi abbiamo un contratto con l’autrice Chiara Giannini e quando ci ha proposto questo libro abbiamo accettato».

La stessa Giannini sarà sabato a Torino per presentare il volume «alle 12 ma la location la sveleremo solo qualche ora prima», precisa Polacchi.

Sul fascicolo aperto in Procura dopo l’esposto di Comune e Regione per l’ipotesi di apologia di fascismo Polacchi afferma: «Le mie dichiarazioni sono state prese come una scusa ma l’attacco è a Matteo Salvini. Quello che mi viene contestato è un reato d’opinione, sono disponibile ad andare in procura per chiarire la mia posizione».