Una sedia, sei mensole e un banco: eccolo, spoglio e senza libri, lo stand della discordia. Quello di cui parla tutta Italia. Sono ancora in allestimento i dieci metri quadri di spazio destinati alla casa editrice Altaforte, al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Eppure quel piccolo spazio ha creato un’enorme polemiche con strascichi giudiziari. A molti infatti non è andata giù la presenza al Salone della casa editrice sovranista, considerata vicino a CasaPound ed editrice del libro di Salvini. Tanto che rappresentanti del mondo culturale hanno deciso di non andare alla kermesse che si apre domani al Lingotto.
Inoltre, il rappresentante della casa editrice Francesco Polacchi è ora indagato per apologia di fascismo dopo alcune dichiarazioni rilasciate e il conseguente esposto in Procura presentato dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte.

Doveva essere all’Oval, ma l’hanno spostato: ora si troverà tra quello del Ministero della Difesa e un venditore di hamburger. E per i maligni due sono state le considerazioni: la prima la vicinanza al dicastero, un modo per garantire un maggiore controllo visto i timori di contestazioni. La seconda che Altaforte sia un ospite non proprio gradito e come tale viene messo in un angolo.

 

foto Nuova Società